Pontedera 5 Stelle, Cittadini con l'elmetto!

SENZA SCUOLA SI CURAMENTE NON SI CURA

31 Marzo 2019

Leggiamo sul programma del Centrodestra (unito sì, con Casa Pound e Forza Nuova) testualmente ” Asili e scuole comunali garantite per i pontederesi”. Proseguendo si specifica che solo “ogni figlio di italiano pontederese avrà garantito un posto negli asili e nelle scuole primarie pontederesi”. Riteniamo un simile proclama letteralmente aberrante, espressione di un pensiero del tutto privo di ogni logica, prima ancora che di morale; se avessero messo nero su bianco l’istituzione dell’ apartheid,non sarebbero stati più espliciti di così. Il Movimento 5 Stelle sia a livello nazionale che locale esprime con forza la necessità di porre fine a politiche lassive e buoniste le quali tutto hanno fatto tranne che integrare e perora l’urgenza di fermare un’immigrazione selvaggia e incontrollata che crea insicurezza ed incoraggia nuove forme di schiavitù; a Pontedera siamo vittime di un razzismo al contrario perpetrato da un’amministrazione PD che ha favorito un’immigrazione quantitativamente anomala e del tutto incontrollata,trasformando intere aree della città in un’ enclave. Dovremo mettere in campo tutte le risorse possibili ed esperire tutte le vie nel tentativo doveroso di restituire ai cittadini una città vivibile attraverso politiche attive, senza illudere né irretire i cittadini blaterando una sorta di “deportazione” che mai potrà avvenire. Le nostre ricette si estrinsecano unicamente all’interno di un perimetro di legalità che vede la scuola, l’istruzione e la cultura da un lato ed il rigore e la repressione nei confronti di quanti non si attengono al rispetto della legge e delle regole del vivere civile dall’altro. Come immaginiamo che si possa progredire,quale pacifica convivenza e quale futuro può prospettarsi intaccando il diritto/dovere all’istruzione dei bambini? E’ negando l’istruzione ai figli degli immigrati che renderete Pontedera sicura?. La scuola non si tocca: è un baluardo, un presidio da garantire, è prevenzione prima che cura;la conoscenza e l’istruzione sono capisaldi e chi crede di risolvere andandoli a colpire ha davvero smarrito la retta via.

 L’integrazione reale delle famiglie immigrate nel contesto sociale può avvenire in svariate modalità e grazie all’opera sinergica di determinati servizi pubblici: tra questi, la scuola, riveste sicuramente il ruolo principale. Il bambino, l’adolescente immigrato, può divenire il primo mediatore culturale della famiglia, soprattutto nei primi anni; spesso apprende la lingua più rapidamente e meglio dei genitori: l’interazione quotidiana con i compagni è fondamentale nel veicolare la cultura del paese ospite che necessariamente l’alunno restituirà in famiglia. La scuola è il luogo di socializzazione per eccellenza dei bambini e degli adolescenti: integrare e formare adeguatamente dei ragazzi consapevoli può significare integrare positivamente una famiglia intera. La scuola è altresì un osservatorio privilegiato per monitorare le complesse dinamiche di una famiglia immigrata verso l’integrazione. Insegnanti, genitori, bambini ed esperti esterni dovrebbero lavorare congiuntamente affinché non si creino scuole di frontiera in città, distribuendo adeguatamente le iscrizioni su tutti gli istituti comprensivi. Le politiche di integrazione dovrebbero essere di supporto sia agli uni che agli altri, permettendo di lavorare insieme per un fine comune che non sia la marginalizzazione ma l’inclusione.

Non permetteremo che il pensiero primitivo, barbaro e ottuso che celebra come supremo ideale di vita la volontà del fare, il fare per distruggere, cioè la politica belligerante, personale e collettiva, abbia la meglio. Più istruzione, più cultura, più formazione: “Esiste un solo bene, la conoscenza e un sommo male, l’ignoranza ” sosteneva Socrate; una buona scuola ve lo avrebbe insegnato.

Fabiola Toncelli

 Andrea Paolucci

 M5S Pontedera.

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