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PARLIAMO DI SANITA’

3 Maggio 2020

L’epidemia ha evidenziato un sistema sanitario Toscano fragile, non quel bel sistema efficiente e ben organizzato di cui il governatore era fiero e minacciava di denuncia coloro che lo criticavano.

IL sistema sanitario è risultato sprovvisto di un piano di emergenza in caso di epidemia, o se c’era, è rimasto nel cassetto. Un sistema che crea un carrozzone, L’ESTAR che dovrebbe essere di supporto al servizio sanitario e non è capace di programmare i fabbisogni dei dispositivi medici, dei reagenti e dei farmaci, e non solo in emergenza.

Regione che non è capace di tutelare i suoi operatori disattendendo la legge 81 / 08 per la sicurezza sul posto di lavoro e per lavarsi la coscienza ha monetizzato il rischio.

All’inizio dell’epidemia Rossi, Saccardi, Giani e Mazzeo si sono affannati a elogiare il Sistema sanitario pubblico e hanno annunciato niente più privato, ma come sempre accade loro parlano bene ma razzolano male. E così si assiste alla politica della privatizzazione di alcuni settori sanitari, come già  annunciato da Rossi nel marzo 2019.

E per quelli che dicono che in Toscana la sanità privata non ha la stessa percentuale di quella Lombarda, Veneta ed Emiliana  noi diciamo che il servizio sanitario deve essere pubblico senza se e senza ma.

E così vediamo negli ultimi giorni, che i test sierologici per il Covid, vengono affidati ad alcuni laboratori privati fornendo loro  i kit, comprati con i soldi dei contribuenti toscani. Si continua con gli interventi di elezione e le visite specialistiche  che vengono inviate alle case di cura private, sottraendo così risorse che potrebbero essere investite nelle strutture pubbliche.

Perché non vengono utilizzati i presidi ospedalieri come Volterra, Cecina, Piombino o  della Lunigiana?

Perché non vengono utilizzati gli specialisti ospedalieri nel territorio?

Già, il territorio, che in questa emergenza ha dimostrato la sua importanza, anche se nella fase più critica è stato abbandonato a se stesso.

Dal territorio può e deve nascere l’idea e la conseguente realizzazione di un nuovo sistema sanitario perché è nel territorio che si possono conoscere i bisogni sanitari e sociali delle persone.

Giudichiamo positivamente le scelte fatte in questa emergenza dall’amministrazione Franconi anche se dobbiamo fargli l’appunto del suo non intervento sulla fabbrica Piaggio per la tutela della salute degli operai nemmeno dopo gli scioperi spontanei. Si ricordi, il Sindaco, che è lui il garante della salute dei suoi cittadini e forse è per fortuna o per puro caso che non si è verificato lo stesso numero di infezioni del triangolo industriale di Bergamo.

Movimento 5 Stelle Pontedera

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