Pontedera 5 Stelle, Cittadini con l'elmetto!

Il futuro

24 aprile 2013

incertezzaI soldi pubblici sono come una droga: quando si prendono una volta poi e’ difficile smettere: Gia’ l’anno scorso Colaninno aveva ricevuto un bel regalo di 3 milioni di euro di soldi pubblici in sgravi fiscali e contributivi.
Quest’anno, con l’ennesimo patto di solidarieta’, gli viene fatto un altro regalino, mentre lui continua tranquillamente a sbaraccare la fabbrica portando il lavoro in Vietnam e India.
La Piaggio dovrebbe essere “Made in Italy”, o almeno si pensa che sia cosi’. La maggior parte dei pezzi (ci sono giunte segnalazioni che parlano dell’ 80%) provengono dall’ estero e vengono assemblati a Pontedera, facendo un grosso danno sia all’ immagine del Made in Italy che all’ indotto. La conseguenza e’ un impoverimento generalizzato della societa’ e quindi una contrazione dei consumi interni: un caso da manuale.

Ora basta! Se Colaninno vuole andarsene che si accomodi pure, pero’ prima restuisca il malloppo. Crediamo che i lavoratori della Piaggio e i cittadini di Pontedera non siano piu’ disponibili a fargli regali, che lui con i soliti ricatti occupazionali e con i vari accordi fatti con la “triplice” sindacale ha estorto.

A onor del vero una voce fuori dal coro c’e stata: la base FIOM, che da anni a partire dalle Nuove officine Meccaniche mai realizzate, denuncia questo stato di cose, promuovendo nel 2013 un contratto integrativo che ottenne la maggioranza dai lavoratori e forse proprio per questo e’ stato insabbiato dalle segreterie di CGIL CISL UIL, favorendo l’azienda a fare profitti fuori dal nostro paese, con il beneplacito dell’ onnipresente governatore Rossi, che quando si tratta di tagliare un nastro non manca mai, anche se c’e’ da andare fino in India.
Intanto a Pontedera lo stabilimento 3R (Ape e veicoli commerciali) sta chiudendo. Si dice che la ricerca rimarra’ in italia, ma intanto i nuovi progetti dell’ APE si stanno sviluppando a Pasadena, che non e’ una frazione di Bientina.

Questo dato e’ particolarmente allarmante perche’ fa capire che non e’ un problema che riguarda solo gli operai o solo la Piaggio: questo e’ un problema che riguarda impiegati, ingegneri, e tutte le altre professionalita’. Questo e’ un problema che riguarda tutta Pontedera: riguarda quel poco di indotto che e’ rimasto, riguarda il centro ricambi, riguarda i negozianti e anche la grande distribuzione. Nessuno e’ al sicuro e nessuno puo’ continuare a dire “non lo sapevo”.
La Piaggio ha bisogno di un piano di rilancio, che non passi necessariamente da Colaninno, visto che lui ha dimostrato a piu’ riprese di non essere interessato.

Bisogna agire su due fronti: il primo riguarda il “qui e ora”, il secondo riguarda la riqualificazione di lungo periodo. Per quanto riguarda il “qui e ora” e’ necessario

  1. la riduzione generalizzata dell’ orario di lavoro a 32 ore settimanali, a parita’ di salario, e non diteci che siamo velleitari perche’ la Vespa e’ un marchio prestigioso, e se venisse fatto un progetto industriale con mezzi innovativi i margini ci sarebbero.
  2. Inserire un tetto massimo del 10% alle importazioni dei pezzi dall’ estero e un piu’ severo controllo qualita’. Se Piaggio vuole usare il marchio Made in Italy faccia i pezzi in Italia, altrimenti scriva “Made in Cina” e vediamo se vende in Europa.
  3. Assunzione a tempo pieno delle 500 persone che da circa 10 anni lavorano alla Piaggio e delle quali ad oggi 250 sono rimaste fuori e altre 250 lavorano solo 7 mesi l’anno.

Una parte di queste proposte erano gia’ presenti, insieme ad altre, nel contratto integrativo promosso dai lavoratori della base FIOM, ma come dicevamo sono state affossate dai vertici sindacali.
Questo rende necessario rimettere in discussione anche il ruolo dei sindacati, che nel tempo hanno cessato la loro funzione di rappresentanza per diventare peggio dei partiti.
Per quanto riguarda la politica industriale di lungo periodo crediamo che siano i lavoratori a dover prendere in mano il loro futuro, e per questo vogliamo un incontro dove cominciare a discutere della Piaggio, di un progetto che comprenda anche soluzioni finora mai considerate e che possa diversificare la produzione e riqualificare le maestranze. E’ necessario che tutti i dipendenti Piaggio mettano in discussione la loro immagine dell’ azienda e che facciano tabula rasa di tutti i loro preconcetti: prima della guerra la Piaggio produceva aerei, dopo la guerra Corradino D’Ascanio invento la Vespa: ora e’ arrivato il momento di inventare un’altra cosa. Mettiamoci sotto!

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