Pontedera 5 Stelle, Cittadini con l'elmetto!

Diario dalla Piaggio

24 aprile 2013

Lettera aperta ai parlamentari M5S (9 settembre 2014)

Ieri, per caso, facendo l’ennesima ricerca su internet, per trovare qualcosa che mi desse la speranza di risolvere la mia situazione lavorativa, mi sono imbattuto in una sentenza della Corte di cassazione n.1141 del 10 febbraio 1999, cui si affermava il diritto da parte del lavoratore occupato in un rapporto di lavoro part-time verticale a percepire l’indennità di disoccupazione in relazione ai periodi durante i quali non veniva prestata attività lavorativa, al di la del vincolo contrattuale a tempo indeterminato. La ratio della sentenza era la non scelta del lavoratore di vedersi sospeso il rapporto di lavoro che faceva trovare il lavoratore in uno stato di disoccupazione involontaria. Il lavoratore si trovava in uno stato di oggettiva impossibilità ad esplicare la propria attività lavorativa e quindi per un certo periodo di tempo trarre da essa i mezzi di sussistenza. Non potevo crederci dopo anni di ricerca una sentenza che mi faceva brillare gli occhi, veniva valutato il concetto di non scelta. Ecco che questo mi ha fatto tornare indietro di 10 anni e mi ha fatto pensare: quale scelta?
Dopo aver letto la sentenza del 1999, sono andato avanti, volevo vedere se ce ne erano altre e quale esito avevano avuto altri ricorsi. L’INPS naturalmente non era favorevole ad una sentenza di tale portata e altri giudici e la stessa cassazione avevano nel tempo fatto dietro-front e infine c’era stato un ricorso alla Corte Costituzionale che aveva messo fine alla “ondivaga” giurisprudenza locale.
Infatti la Corte Costituzionale rigettando la clausole di illegittimità della legge che esclude l’accesso alla indennità di disoccupazione per i lavoratori a tempo parziale verticale, pone la parola fine a tutti quei ricorsi promossi contro l’INPS. In questo modo anche le ultime sentenze della Cassazione affermano il concetto che la scelta del lavoratore risulta preponderante nel determinare la possibilità o meno di avere accesso alla indennità che possa coprire il periodo di sospensione.
INPS e Governo italiano sono stati richiamati, nel 2010, dalla Corte di Giustizia europea al rispetto dei diritti dei lavoratori a part-time nel vedersi riconosciuto il versamento di tutti i contributi anche per i periodi di sospensione.
La stessa riforma Fornero ha escluso tali lavoratori dalla possibilità di richiedere una qualsiasi forma di indennità.
E ancora mi chiedo, ma quale scelta?
A voi chiedo: si possono prendere decisioni giurisprudenziali basate sulla facoltà di scelta dei lavoratori in periodi di crisi come quello che attraversa l’Italia e l’Europa in questi ultimi 10 anni?
Sarà forse utopia chiedere che qualcuno a livello istituzionale si prenda la responsabilità di certe norme e sentenze, senza barricarsi dietro il falso problema della riduzione dei costi. Ci sarà pure qualcuno che si deve rendere conto del fatto che molti dei lavoratori a contratto part-time verticale vivono situazioni economiche al limite della sopravvivenza. Non sono gli 80 euro di elemosina che mi cambiano la vita, anche perché per 5 mesi l’anno non le percepisco neppure per i mesi di sospensione.

QUALE SCELTA? (3 Settembre 2014)

Dal 2005 al 2009 lavoro con contratto a termine che varia da 3 mesi ai 7 mesi l’anno nel periodo da primavera a fine estate, nel 2009 mi viene riconosciuta un’invalidità del 50% di conseguenza entro a far parte delle fasce protette, a novembre del 2009 vengo assunto come part-time verticale con la prospettiva di essere convertito a full-time, infatti questo tipo di contratto è da anni che viene stipulato grazie a degli accordi azienda-sindacato con la prospettiva di una stabilizzazione progressiva stabilita nel contratto integrativo. Il contratto part-time verticale prevede l’assunzione a tempo indeterminato per un periodo di 7 mesi l’anno nell’arco temporale che va da marzo ad ottobre mentre i restanti 5 mesi sono senza ammortizzatori sociali e contributi previdenziali. L’ultimo contratto integrativo è però scaduto nel 2011 e non è mai stato rinnovato inoltre l’azienda e le parti sociali hanno firmato contratti di solidarietà nel 2013/2014 che hanno complicato ulteriormente la stabilizzazione progressiva di circa 250 lavoratori che come me continuano a non lavorare per 5 mesi l’anno senza reddito e senza contributi previdenziali con una famiglia da mantenere, tasse e bollette da pagare. Nel frattempo si continuano a fare regali alla Piaggio: l’anno scorso con i contratti di solidarietà gli sono stati dati 3 milioni di euro come sgravi fiscali e contributivi più altri 3 milioni (se non di più) quest’anno, usando gli straordinari (compreso il sabato) per “fare magazzino” (cioe’ accumulare pezzi e prodotti nei magazzini) e magari da ottobre usare ancora i contratti di solidarietà o la cassa integrazione lasciando a casa fra part – time verticali e contratti a termine circa 500 persone che lavorano per quest’azienda da circa 7 -10 anni. Mi chiedo come e’ possibile che lo Stato permetta a una azienda che continua a delocalizzare il lavoro a esternalizzare i pezzi che vengono assemblati i veicoli facendo tabula rasa dell’indotto locale mettendo il marchio made in italy su veicoli che di italiano non hanno nulla,e avere questi aiuti che non possono che configurarsi come aiuti di stato ,mentre con la stessa cifra si poteva coprire il reddito di queste 500 persone?
Il primo settembre ho cominciato un presidio permanente seppur di due ore al giorno ,perchè fino a fine settembre devo lavorare quindi una settimana di mattina l’altra di pomeriggio. Io spero che i miei compagni di lavoro si attivino , io non mi rassegno a questo stato criminale e questi imprenditori che pensano solo ai loro profitti ,tenendo nel ricatto i lavoratori e continuando a prendere denari per investirli altrove. Spero che questo mio appello venga accolto non continuiamo a dire tanto non cambia nulla se non ci muoviamo .NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO!

1 AGOSTO 2013 – SE QUESTA E’ DEMOCRAZIA

La Piaggio e l’unione Industriali non riconosce alla Fiom 1/3 di delegati dopo il rinnovo dell’RSU avendo preso il 48% . Direte : cosa vuol dire?                                                      Partiamo da lontano.

Nel 1993 Cgil, Cisl e Uilm siglarono un’accordo che prevedeva quanto segue :”chi non è firmatario di contratti unitari perde 1/3 di rappresentanza”. Nel 2009 il primo contratto separato Nazionale . La Fiom non firma perchè improponibile per una miriade di motivi( quindi ciao ciao a 1/3).  Detto questo, nel 2010 la Piaggio va la rinnovo dell’RSU con modo PROPORZIONALE (piu voti hai più delegati prendi). Cisl e Uilm sapendo che dalla sua aveva tutti i CT (contratti a termine ) e PTV(part time verticali) che avrebbero votato per loro, non si sono avvalsi dell’accordo del 93 certi di una buona percentuale.. Cosa è cambiato,dunque, per Cisl e Uilm dal 2010 al 2013?  Solo questo: gli operai sono sempre più incazzati dopo la riforma delle pensioni, dell’art 18 e di tutti quegli accordi che Cisl e Uilm hanno firmato a loro insaputa in ossequio al governo di turno; che l’integrativo scaduto nel 2011 e prorogato nel 2012 ancora non c’e; che i CT quest’anno non sono entrati per via del Contratto di solidarietà. Tutto questo li ha messi sulla difensiva. Sapevano che la Fiom avrebbe acquistato qualche punto in più e nonostante  1200 lavoratori (che loro dovrebbero rappresentare) gli hanno chiesto con una raccolta di firme di andare a votare con il PROPORZIONALE, ci hanno sputato sopra e hanno  rivendicano a gran voce l’accordo del 93. Un’altro passino indietro. Le votazioni per il Rinnovo dell’Rsu si sono svolte 8,9,10 di Luglio, il 31 maggio 2013, Cgil, Cisl e Uilm hanno firmato un’accordo sulla Rappresentanza che prevede l’annullamento dell’accordo del 93 e il ritorno al Proporzionale. Niente neanche questo li ha fermati. Adesso i lavoratori si ritroveranno delegati eletti con 2 voti a rappresentarli, e che nessuno li vuole . Bene … adesso come alla Fiat starà alla Consulta la decisione sulla legittimità di tale risultato. Il mio pensiero e  che se l’incostituzionalità vale per la fiat, dato che viene meno all’art 2, 3 e 39 . ossia sulla lesione , la violazione del principio di uguaglianza e libertà sindacale, debba valere anche per i lavoratori Piaggio .

 30/luglio 2013

Sara Paglini, una delle nostre portavoce in Senato, ci manda questo resoconto:
“Ho appena illustrato un emendamento , che noi del Movimento 5 stelle abbiamo presentato. il 7,79 del DDL 890 , che vorrebbe reintrodurre il testo originario dell’articolo 18 dello statuto dei Lavoratori, calpestato dalla legge Fornero. Gasparri non mi ha fatto finire di illustrarlo dandomi solamente un minuto di tempo. Detto ciò…. IN QUESTO MOMENTO LA RELATRICE GATTI DEL PD ha appena detto che questo emendamento e’ IMPROPONIBILE…. ECCO… FATE GIRARE BENE BENE QUESTA INFORMAZIONE….. IL PD PENSA CHE RIPRISTINARE L’articolo 18 sia IMPROPONIBILE….. ALLA FACCIA DELLA DIFESA DEI LAVORATORI. Questi qua non conoscono più il senso del pudore. PS. Fate girare.”

testo appena letto in aula:
“Grazie Presidente per l’opportunita’ di poter illustrare questo emendamento.
L’emendamento 7.79 inserisce dopo il comma 4 la possibilita’ di rimediare ad una stortura prodotta nella passata legislatura.
L’obiettivo che si pone l’attuale emendamento è quello di intervenire sull’art. 18 della L. 300/1970 recuperando un prinipio di civilità giuridica, superando l’orientamento dei precedenti interventi legislativi che hanno pensato di risolvere la crisi occupazionale ed economica aumentando la flessibilità in uscita ed erodendo i diritti posti a garanzia dei lavoratori.
Con questo emendamento ci proponiamo di ripristinare il testo originario dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in vigore prima dello stravolgimento operato dalla L. 92/2012, meglio nota come Legge Fornero.
Riteniamo che la nozione giuridica, secondo la quale nessuno può essere licenziato senza giusta causa o giustificato motivo, debba essere al più presto pienamente ripristinata.
La reintegrazione nel posto di lavoro e non un mero indennizzo in denaro… se il giudice riconosce le ragioni del lavoratore… è l’unico modo di poter dar dignità e giustizia a chi chiede di essere reintegrato nel proprio posto di lavoro.
La previsione del mero indennizzo economico, priva di adeguati strumenti di ricollocazione lavorativa, risulta del tutto insufficiente a rispondere alle attuali esigenze dei lavoratori.
Ricordiamo che la riforma dell’art. 18 attuata con la Legge Fornero non ha prodotto risultati sul piano occupazionale e ha soltanto ridotto notevolmente le tutele e la possibilità di reintegro a fronte di un licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo.
Questa occasione potrebbe essere colta al volo da quella parte che ha dichiarato da sempre di voler tutelare i lavoratori… e mi rivolgo naturalmente al PD, che non potra’ non appoggiare questo emendamento… onde evitare di scoprirsi “filo-forneriana” anche senza avere la pistola puntata alla tempia… così come aveva detto nella legislatura sedicesima. quindi… diamo noi del 5 stelle la possibilita’ di correggere una palese stortura.”

Ecco… A questa sollecitazione il governo e la relatrice Gatti del PD ha dichiarato che il nostro emendamento e’ IMPROPONIBILE. I LAVORATORI RINGRAZIANO.

5 Maggio 2013
Come viene denunciato dalla rls (rappresentante per la sicurezza dei lavoratori) Antonella Bellagamba, la situazione in Piaggio per quello che riguarda la sicurezza e la salute dei lavoratori negli ultimi 15 anni e’ notevolmente peggiorata. Questo e’ dovuto principalmente a mancati investimenti sugli impianti ,ritmi di lavoro insostenibili e ripetitivi che creano danni fisici, soprattutto agli arti inferiori e superiori.
Non si capisce come mai la Piaggio venga premiata per la sicurezza mentre in fabbrica sembra che le cose non stiano proprio come ci viene raccontato. Nel 2012 la banca europea per gli investimenti ha dato alla Piaggio 60 milioni di euro come prestito a tasso agevolato, a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo in Italia, da fare nel triennio 2012- 2015.
Il prestito ha una durata di sette anni e riguarda soprattutto la sicurezza dei mezzi ,l’efficienza energetica dei motori termici,e lo sviluppo tecnologie motoristiche con carburanti alternativi.
Bene aspettiamo fiduciosi gli investimenti e auspichiamo che questi portino un riammodernamento degli impianti e quindi maggiore sicurezza non solo sui mezzi, ma anche sul lavoro.

30 Aprile 2013
Testimoniamo di nuovo il nostro disagio: ecco un rapporto dal Presidio Piaggio Portineria 4 Via Bachir Syr Diagne.
Con l’accordo aziendale stipulato nel marzo del 2009 si sanciva, per i contrattisti a termine, la riduzione dell’anzianità lavorativa, necessaria per l’acquisizione del diritto ad essere assunti a tempo indeterminato, portando l’anzianità lavorativa dai 44 mesi,(1320 giorni circa) previsti dal CCNL, ai 36 mesi,(1080 giorni circa), ma vincolando il passaggio a tempo indeterminato ad un contratto del tipo Part Time Verticale, che prevede una garanzia di lavoro annuo di 7 mesi. Da notare che il contrattista P.T.V. nei mesi non lavorativi non percepisce alcun tipo di reddito. Attenzione però per coloro che sono stati assunti con contratto a termine nel periodo 2004, 2008 l’anzianità verrà ridotta a 85% annullando cosi la riduzione a 36 mesi dell’anzianità e avvicinandosi molto all’anzianità di 44 mesi come previsto dal CCNL.
Senza questo passo nell’Accordo Aziendale del 2009 ci saremo appellati al ns Contratto Collettivo Nazionale il quale prevede l’acquisizione del diritto ad essere assunti a tempo indeterminato, dopo 44 mesi e senza vincolo del contratto Part Time Verticale. Avremo avuto dei periodi di lavoro a contratto a tempo determinato avremo potuto trattare con l’azienda periodi lavorativi di 6 mesi, avendo cosi fatto lavorare più persone e nei periodi di non lavoro avrebbero usufruito degli ammortizzatori sociali.
Con la sottoscrizione dell’ultimo CCNL di Dicembre 2012, L’AZIENDA PUÒ CHIEDERE INTERPELLANDO I SINDACATI DI FAR RIENTRARE I CONTRATTI A TERMINE NELLA TIPOLOGIA STAGIONALE, SE CIÒ DOVESSE ACCADERE , NON MATUREREMO PIÚ L’ANZIENITA PROFESSIONALE QUINDI, NON ACQUISIREMO I DIRITTI AD ESSER ASSUNTI CON CONTRATTO
A TEMPO INDETERMINATO.
La realtà è che ad ogni rinnovo contrattuale perdiamo dei diritti acquisiti con anni di lotte, in nome di che cosa e perché dobbiamo perdere questi diritti . La complicità di molti sindacati in tali azioni è evidente; sindacati che dovrebbero tutelare maggiormente l’interesse dei propri iscritti e di tutti i lavoratori.
Queste non sono nostre idee, basta semplicemente leggere i vecchi contratti e confrontarli con i più recenti ci accorgeremo che nell’ultimi anni ci hanno DEPREDATO DI TROPPI DIRITTI.
VA BENE CHE SIAMO IN CRISI, MA L’AGNELLO SACRIFICALE SONI I PRECARI ?
Comitato Ptv e Precari Piaggio

28 Aprile 2013
Gli scioperi continuano in modo articolato e quotidiano.

Con gli scioperi di questi giorni i lavoratori Piaggio hanno trasformato la protesta contro il taglio del premio di produzione 2012 nell’apertura di un confronto deciso e determinato sull’insieme dei propri diritti e dei propri interessi. Dopo anni in cui i contratti integrativi non facevano altro che accettare completamente i vincoli e gli obiettivi aziendali, i lavoratori dicono basta e scioperano rivendicando finalmente i propri obiettivi, maturati negli anni e scritti nella piattaforma di fine marzo. La bocciatura di una proposta di piattaforma vuota e calata dall’alto, la discussione e l’approvazione di una piattaforma concreta e concentrata sui problemi dei lavoratori, sono stati i passaggi essenziali che hanno messo fine a una pratica di unità sindacale solo formale e permesso alla volontà e alla forza dei lavoratori di esprimersi qui alla Piaggio. Per costringere l’azienda a riconoscere le rivendicazioni dei lavoratori, e’ necessario organizzare un’azione efficace e capace di durare nel tempo. Per questo gli scioperi, iniziati da 3 settimane, continuano in modo articolato e quotidiano.

RSU FIOM Piaggio

Buongiorno a tutti. In questa pagina pubblicheremo articoli riguardanti la Piaggio, e saranno scritti dalle persone che vivono questa’ realta’ quotidianamente e da dentro.

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