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Parliamo di cose serie

16 Maggio 2014

trasparenzaOggi torniamo a parlare del nostro programma, affrontando la questione spinosa dell’ Unione Valdera, il carrozzone creato ad hoc dal PD per bypassare il patto di stabilita’ imposto dallo Stato ai Comuni. il PD intende “blindare” l’adesione dei comuni all’unione Valdera, facendo in modo che uscirne sia ancora piu’ difficile di adesso, quindi praticamente impossibile. E’ sempre la stessa tattica: quando capiscono di avere sbagliato, negano tutto e mettono in salvo il bottino.   Cerchiamo di spiegare innanzitutto cos’e’ e come funziona: L’Unione Valdera è un ente territoriale di secondo livello (più avanti vedremo ciò che comporta) come previsto dal’Art.32 del T.U.E.L. Testo Unico Enti Locali che recita:
1 .) L’unione di comuni è l’ente locale costituito da due o più comuni, di norma contermini, finalizzato all’esercizio associato di funzioni e servizi.
2.) Ogni comune può far parte di una sola unione di comuni. Le unioni di comuni possono stipulare apposite convenzioni tra loro o con singoli comuni.
3.) Gli organi dell’unione, presidente, giunta e consiglio, sono formati, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, da amministratori in carica dei comuni associati e a essi non possono essere attribuite retribuzioni, gettoni e indennità o emolumenti in qualsiasi forma percepiti. Il presidente è scelto tra i sindaci dei comuni associati e la giunta tra i componenti dell’esecutivo dei comuni associati. Il consiglio è composto da un numero di consiglieri, eletti dai singoli consigli dei comuni associati tra i propri componenti, non superiore a quello previsto per i comuni con popolazione pari a quella complessiva dell’ente, garantendo la rappresentanza delle minoranze e assicurando, ove possibile, la rappresentanza di ogni comune.
4.) L’unione ha autonomia statutaria e potestà regolamentare e ad essa si applicano, in quanto compatibili, i principi previsti per l’ordinamento dei comuni, con particolare riguardo allo status degli amministratori, all’ordinamento finanziario e contabile, al personale e all’organizzazione.
5.) All’unione sono conferite dai comuni partecipanti le risorse umane e strumentali necessarie all’esercizio delle funzioni loro attribuite.[…]
6.) L’atto costitutivo e lo statuto dell’unione sono approvati dai consigli dei comuni partecipanti con le procedure e con la maggioranza richieste per le modifiche statutarie. Lo statuto individua le funzioni svolte dall’unione e le corrispondenti risorse.
7.) Alle unioni competono gli introiti derivanti dalle tasse, dalle tariffe e dai contributi sui servizi ad esse affidati.
8.) Gli statuti delle unioni sono inviati al Ministero dell’interno per le finalità di cui all’articolo 6, commi 5 e 6.
Aggiungiamo che la Legge Regione Toscana n°68/201 1 all’art.25 comma 6) lettera c) si stabilisce solo che la durata dell’unione,”non debba essere inferiore ad anni 10”, perché allora lo statuto adottato dall’Unione dei Comuni Valdera ha deciso che il proprio statuto all’Art. 5 reciti:“L’Unione Valdera è costituita a tempo indeterminato.” ?
Da come ha lavorato ed è stata strutturata l’Unione Comuni Valdera sembra avere un solo scopo; quello di allontanare il controllo dai cittadini svuotando i comuni aderenti di ogni potere decisionale e soprattutto economico, infatti se ci soffermiamo a leggere L’Art.32 del T.U.E.L. al punto 7), tradotto in soldoni l’Unione decide come e a chi dare i servizi e di conseguenza riscuote le tasse necessarie per farlo, alla luce di questo nessun comune potrà mai tornare sui suoi passi semplicemente perché non avrà le risorse per poterlo fare.
Passiamo ora ad esaminare cosa significa “ente territoriale di secondo livello”; E’ un ente che ha tra i suoi elementi costitutivi il territorio, questo è quindi l’unico elemento essenziale per l’esistenza dell’ente;
Per far esistere un ente territoriale non si passa dal voto in modo da permettere ai cittadini di scegliere chi li rappresenta, ma si utilizzano come organi della giunta i sindaci dei comuni che territorialmente compongono l’Unione stessa.
L’Unione non garantisce le uguaglianze infatti visto l’Art.36 dello statuto dell’Unione Valdera dove si legge:
“1 . La Giunta è validamente costituita con la presenza del 50% delle quote costituenti i Comuni dell’Unione, attribuite in rapporto alla popolazione residente,…“ in parole povere su 14 comuni che compongono l’unione decidono quelli con una popolazione numerosa nel determinare le scelte anche dei comuni più piccoli, questo stride e di molto con uno degli obbiettivi principali dell’Unione Art.4 comma 3) lettera a) “pari opportunità (garantire a tutti i cittadini dell’area i medesimi diritti di accesso ai servizi, con particolare riguardo ai residenti nei piccoli comuni);”
Occorrerà quindi rivedere le convenzioni ed i rapporti che il nostro comune ha siglato con l’Unione Valdera, verificando la reale qualità ed economicità dei servizi convenzionati, e se necessario rivedere la partecipazione finanziaria del comune al bilancio dell’Unione.
I servizi che sono stati nel tempo esternalizzati dovranno essere rivisti alla luce dell’effettivo beneficio che hanno portato e che porteranno al nostro territorio, dati alla mano, manterremo solo le convenzioni realmente utili al comune di Pontedera ed ai suoi cittadini. Qualora fosse rilevato che l’Unione Valdera non porti i giusti benefici per i cittadini del nostro comune non è da escludere la completa uscita dall’unione stessa.

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