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I terreni (non) edificabili di Pontedera

19 Maggio 2013

costruzioni selvagge

Il Comune di Pontedera nel 2006 ha variato la destinazione d’uso di centinaia di ettari di terreni agricoli in terreni edificabili, commerciali, industriali, etc. I proprietari dei terreni si sono visti applicare una tassa (al tempo ici) dello 0,7% su un valore che il Comune ha determinato nella misura di 50 euro al metro quadro. Quindi il possessore di un ettaro pagava 3.500 euro di ici. Dal 2012 con l’entrata in vigore dell’Imu la tassazione è dell’1,06% (aumento del 50%) per cui per lo stesso ettaro il proprietario paga euro 5.300. Ed il Comune come giustifica tale rincaro?

Già dal settembre 2011 il Comune di Pontedera lamenta minori introiti da oneri di urbanizzazione, da 2.300.000 euro del 2011 scendono a 1.900.000 nel 2012 http://iltirreno.gelocal.it/pontedera/cronaca/2011/09/27/news/edilizia-in-crisi-al-comune-di-pontedera-calano-del-30-gli-oneri-di-urbanizzazione-1.2707850 e nel 2013 rinnova l’allarme e prevede un ulteriore minor introito di euro 400.000 http://quivaldera.corrierenazionale.it/economia/38683-il-comune-perde-oltre-800mila-euro-di-oneri-di-urbanizzazione ,  di conseguenza portare l’ici dallo 0,7% all’ 1,06% dell’imu gli fa recuperare i 400.000 euro persi (più altre svariate centinaia di migliaia di euro per l’impegno profuso nel trovare nuovi introiti). La variazione d’uso ha interessato tra l’altro il comparto 8 Campi d’Era di 47,89 ettari che risultava al tempo soggetto a vincolo idraulico. Cioè era soggetto ad allagamenti periodici, tutt’al più si potevano costruire palafitte. Il Comune per ovviare a quest’inconveniente decise al tempo di far pagare l’ici su un valore di 25 euro il metro anziché su i 50 stabiliti.  A convincere i circa 120 proprietari,  l’allora assessore Millozzi, che intervenendo a riunioni indette da alcuni soci fondatori,contribuì a “convincere” della necessità della creazione di un consorzio che studiasse la messa in sicurezza del comparto e che ha portato alla Geoprogetti della Geologa Francesca Franchi, che per il R.U. aveva curato le indagini geologiche, un incarico che le ha  fruttato 147.000 euro.  Con l’ultima comunicazione del 29/01/2013 detto consorzio riassume le spese per i consorziati in euro  2.534.510 di cui euro 169.400 per compensi studio legale, euro 348.480 per compensi al Consiglio Direttivo etc. etc.  Dal 2006 ad oggi in questi 478.900 m2 di terreno “edificabile” i proprietari non sono stati autorizzati a posare neppure un mattone. I proprietari con l’illusione di essere diventati improvvisamente ricchi hanno accettato al tempo questo balzello che è diventato sempre più oneroso  senza capire o senza voler capire che mai questi terreni potranno essere edificati, a meno che Pontedera non diventi una megalopoli con centinaia di migliaia di abitanti. Ancor più grave il fatto che coloro che hanno chiesto un prestito alle banche ipotecando il terreno (un ettaro del valore di 500.000 euro riceve un prestito sino a 250.000 euro) non possono neppure intentare una class action nei confronti del Comune per il raggiro subito, per paura che la banca chieda il rientro del prestito, non essendoci più garanzie a copertura.   La stessa tecnica per fare cassa è applicata dal 2001 dal comune di Santa Maria a Monte dove gran parte del territorio è passato da agricolo a edificabile. In realtà solo su minuscole zone è stato dato il via a costruire. Questo in base alle amicizie, alle conoscenze, al nepotismo. Si trovano in piena campagna edifici di nuova costruzione, con a  pochi metri capannoni industriali sempre di nuova costruzione. Si sono  mescolate quindi differenti destinazioni d’uso e non ci sono né sono previsti marciapiedi, parcheggi e  verde pubblico ed inoltre manca l’allaccio al sistema fognario. Anzi, le fogne non esistono proprio. E questo scempio si vede percorrendo tutta la piana di Santa Maria a Monte. In mezzo al nulla appaiono dei gruppi nuovi di abitazioni privi delle infrastrutture più elementari.  Da sottolineare che in questi due Comuni (i soli per adesso presi in esame dal gruppo dei m5s della Valdera) la matrice politica dell’ultimo decennio (o forse ventennio?) è la solita e solite le strategie, quasi che fossero dettate e pilotate dalla stessa mano.

Movimento Pontedera Cinque Stelle

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