Pontedera 5 Stelle, Cittadini con l'elmetto!
DI PROGETTO PONTEDERA RESPINGIAMO ANCHE LA BOZZA
Diario dalla piaggio / 17 Aprile 2019

Non sono mica stati i contratti di lavoro a chiamata (job call), non i co.co.co e nemmeno i co.co.pro; non i contratti cosiddetti a somministrazione, non il job act e neppure l’abolizione dell’articolo 18. Secondo la pseudo sinistra pontederese sarebbe il decreto dignità a calpestare i diritti dei lavoratori. In riferimento a Piaggio, stiamo parlando di persone che vivono o meglio sopravvivono nel limbo della precarietà a partire dal 2004. Ben quindici anni durante i quali la sinistra è stata occupata ad esternalizzare, a fare visite in Vietnam e fare selfie con Colaninno, promuovendolo addirittura deputato. Siamo in contatto con alcuni di questi lavoratori i quali hanno ben chiare le responsabilità e le avrebbero riferite anche a voi se li aveste ascoltati. A loro non interessano queste squallide tribune elettorali: auspicano piuttosto che tutte le forze politiche pontederesi facciano muro in maniera coesa senza indietreggiare ed è questo l’invito che ci sentiamo di rivolgere.  La responsabilità in questo frangente è unicamente di Piaggio ed è gravissima: è inaccettabile che un’azienda la quale attraverso il ricorso sistematico alla cassa integrazione e alla mobilità assorbe quantità esorbitanti di denaro pubblico, si sbarazzi di  qualche decina di operai ai quali ha attinto, spremendoli…

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SI SCRIVE SOLIDARIETA’ MA SI LEGGE DISCRIMINAZIONE
Diario dalla piaggio / 24 Febbraio 2016

Riceviamo da sindacalisti della FIOM e pubblichiamo  il seguente comunicato stampa. In Piaggio la parola solidarietà si legge discriminazione ecco come si negano i diritti con i soldi dell’INPS: I contratti di solidarietà sono applicati in Piaggio da 3 anni, con la firma, sempre scontata, dei sindacati FIM e UILM. L’azienda li ha sempre usati non solo per ridurre i suoi costi a spese dell’INPS, ma soprattutto per riorganizzare la produzione e intensificare i ritmi di lavoro, approfittando della ridotta capacità di resistenza dei lavoratori, presenti in fabbrica in minor numero e più ricattabili. Quest’anno l’applicazione del contratto di solidarietà è diventata sempre più pesante e discriminatoria. Con il pagamento delle ore non lavorate ridotto, a livello nazionale, di circa il 30%. la Piaggio tiene a casa le persone che non ritiene adeguate all’aumento degli standard produttivi e vorrebbe costringere a ritmi più alti e a peggiori condizioni di lavoro chi seleziona per il “privilegio” di lavorare. La stragrande maggioranza di quelli destinati ad essere “parcheggiati” a casa hanno problemi di salute, spesso causati dai ritmi di lavoro usuranti delle catene di montaggio. Sono spesso persone che, avendo avuto un contratto precario per 10 o 15 anni, hanno subito il…

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Chi “Vespa” mangia le bucce
Diario dalla piaggio / 15 Gennaio 2015

La nostra senatrice Sara Paglini, che si e’ presa a cuore la situazione Piaggio, ci fa pervenire il testo del suo intervento: «Chi Vespa mangia le mele!» citava uno storico slogan pubblicitario della Piaggio… Sarebbe meglio cambiare con ” Chi vespa mangia tante scodelle di riso”,visto che oggi ormai in Italia , a Pontedera, si produce ben poco! La Piaggio , marchio storico dell’industria , è attualmente oggetto di una profonda trasformazione che ha condotto ad una graduale e progressiva delocalizzazione degli impianti di produzione all’estero, specialmente nel Sud Est asiatico. Nello stabilimento di Pontedera , in prov. di Pisa, la politica aziendale è stata improntata alla progressiva depressione dell’attività utilizzando il ricorso ai contratti di solidarietà. Cioè… si fa profitto fuori e qua si fa tirare la cinghia ai lavoratori. Anni fa la piaggio dava da vivere ad un’intera città coi suoi 12.000 lavoratori , oggi meno di 3.000 persone sono impiegate all’interno dell’azienda e moltissimi inquadrati nell’ottica della precarietà! Una tragedia occupazionale! Ma non solo, arrivano in questi giorni segnali pericolosi che assumono la connotazione indiscutibile di gravissima intimidazione nei confronti dei lavoratori già depressi di loro… lettere che la Piaggio ha inviato e che ricordano i rapporti…

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Solidarieta’ agli operai Ristori, ma…
Diario dalla piaggio , lavoro / 5 Novembre 2014

Da quasi due settimane alcuni di noi sono presenti al presidio dei lavoratori delle Officine Ristori, per supportarli nella loro situazione di difficoltà: il presidio va avanti 24 ore su 24 e diamo atto della tenacia e della determinazione fin qui dimostrata. La Ristori e’ un’azienda dell’ ormai “ex” indotto Piaggio, che produceva le scocche della Vespa. Da oltre un anno la Piaggio ha deciso di esternalizzare la costruzione delle scocche della vespa in Polonia (alla faccia del Made in Italy). Sono circa due anni che la Ristori ricorre ai contratti di solidarietà, la dirigenza sapeva benissimo che la Piaggio avrebbe esternalizzato, perchè un’azienda di 154 dipendenti non ha cercato altre commesse invece di rimanere legata mani e piedi alla Piaggio? Ormai sappiamo tutti che anche la Piaggio attinge a piene mani ai contratti di solidarietà, mentre continua a delocalizzare il lavoro in Asia e esternalizzare i pezzi che si montano sulle due ruote. La Piaggio ormai e’ un posto dove si assemblano pezzi che vengono da fuori e si mette il marchio “made in italy”. Questa situazione e’ ben conosciuta dalla politica locale e regionale, dove chi oggi si strappa le vesti sono i soliti che l’ hanno causata,…

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La Piaggio fa “scuola”

Pubblichiamo questo comunicato stampa del M5S di Santa Maria a Monte perche’ la ditta Officine Ristori e’ una delle ultime aziende rimaste dell’ indotto Piaggio, e come si legge nell’ articolo pare che sia intenzionata a una manovra poco chiara sulle spalle dei lavoratori. Il Movimento 5 Stelle di Santa Maria a Monte vuole portare all’attenzione dell’opinione pubblica del nostro comune e della Valdera la situazione drammatica che sta vivendo una delle più importanti e storiche aziende del territorio, contattati dai dipendenti delle Officine Ristori di Montecalvoli, attraverso una lettera, che vi giro in versione integrale, che ci hanno inviato per testimoniare, nel silenzio delle istituzioni, la loro lotta per la sopravvivenza: “Buonasera, vorrei portarvi a conoscenza di quello che accade alle Officine Ristori di Montecalvoli. Da due anni gli operai delle Officine Ristori (154 addetti) sopravvivono grazie al contratto di solidarietà, l’azienda ha perso quasi tutte le commesse con la Piaggio (unico cliente delle Officine Ristori). Dopo il secondo rinnovo del contratto di solidarietà la situazione si è fatta critica, l’azienda non ha pagato il premio ferie a Luglio, ha stentato nella produzione lasciando a casa la maggior parte del personale. Alla fine di settembre si arriva alla tragedia,…

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Diritti? Inammissibili!

L’emendamento al decreto omnibus “sblocca Italia” proposto dal M5S alla Camera dei Deputati (articolo 40 bis), recante modifiche in favore dei lavoratori a contratto part-time verticale annuale ciclico e che una volta approvato, avrebbe garantito l’accesso di tali lavoratori agli ammortizzatori sociali per il periodo di sospensione contrattuale, è stato dichiarato inammissibile e quindi non degno di essere discusso e votato in aula alla Camera, senza una plausibile giustificazione. In effetti, in un decreto OMNIBUS, che contiene norme che spaziano dal settore agricolo, alla tutela ambientale e all’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, al rilancio e lo sviluppo delle imprese, al contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche e infine alla definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea, un emendamento alla legge che avrebbe permesso di accedere agli ammortizzatori sociali anche alla categoria dei lavoratori a part-time verticale ciclico annuale nei periodi di sospensione del contratto, ai deputati del PD, sarebbe sembrato fuori luogo, perché,per la prima volta, avrebbero discusso di una misura che andava a favore dei lavoratori e non a favore delle solite lobbies imprenditoriali e finanziarie che governano e dominano la politica italiana degli ultimi 30 anni. Agli occhi di chi ha deciso tale inammissibilità è…

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Dalla strada al Parlamento

Il M5S di Pontedera ancora una volta ha fatto da ponte fra i nostri rappresentanti in Parlamento e i lavoratori Piaggio, raccogliendo le istanze degli operai Part Time Verticale e proponendo, grazie alla senatrice Sara Paglini e ai suoi collaboratori, un ordine del giorno che fara’ da introduzione a un emendamento scritto dagli stessi lavoratori coinvolti e mirato ad ottenere per i part time verticali ciclici il diritto ad accedere agli ammortizzatori sociali e alla copertura previdenziale. Il problema della mancanza di tutele non riguarda i soli lavoratori PTV Piaggio, ma anche molti altri settori, fra cui istruzione e sociale. Ora vediamo come voteranno il resto delle forze politiche e da che parte staranno: noi per questo problema il primo passo l’abbiamo fatto, e molte altre cose bollono in pentola sul fronte Piaggio. Ecco qua il testo dell’ ODG: A.S. 1428 Ordine del giorno Il Senato, in sede di esame del disegno di legge recante “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”; premesso che:…

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Lettera aperta ai parlamentari M5S

Ieri, per caso, facendo l’ennesima ricerca su internet, per trovare qualcosa che mi desse la speranza di risolvere la mia situazione lavorativa, mi sono imbattuto in una sentenza della Corte di cassazione n.1141 del 10 febbraio 1999, cui si affermava il diritto da parte del lavoratore occupato in un rapporto di lavoro part-time verticale a percepire l’indennità di disoccupazione in relazione ai periodi durante i quali non veniva prestata attività lavorativa, al di la del vincolo contrattuale a tempo indeterminato. La ratio della sentenza era la non scelta del lavoratore di vedersi sospeso il rapporto di lavoro che faceva trovare il lavoratore in uno stato di disoccupazione involontaria. Il lavoratore si trovava in uno stato di oggettiva impossibilità ad esplicare la propria attività lavorativa e quindi per un certo periodo di tempo trarre da essa i mezzi di sussistenza. Non potevo crederci dopo anni di ricerca una sentenza che mi faceva brillare gli occhi, veniva valutato il concetto di non scelta. Ecco che questo mi ha fatto tornare indietro di 10 anni e mi ha fatto pensare: quale scelta? Dopo aver letto la sentenza del 1999, sono andato avanti, volevo vedere se ce ne erano altre e quale esito avevano…

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Quale scelta?

Dal 2005 al 2009 lavoro con contratto a termine che varia da 3 mesi ai 7 mesi l’anno nel periodo da primavera a fine estate, nel 2009 mi viene riconosciuta un’invalidità del 50% di conseguenza entro a far parte delle fasce protette, a novembre del 2009 vengo assunto come part-time verticale con la prospettiva di essere convertito a full-time, infatti questo tipo di contratto è da anni che viene stipulato grazie a degli accordi azienda-sindacato con la prospettiva di una stabilizzazione progressiva stabilita nel contratto integrativo. Il contratto part-time verticale prevede l’assunzione a tempo indeterminato per un periodo di 7 mesi l’anno nell’arco temporale che va da marzo ad ottobre mentre i restanti 5 mesi sono senza ammortizzatori sociali e contributi previdenziali. L’ultimo contratto integrativo è però scaduto nel 2011 e non è mai stato rinnovato inoltre l’azienda e le parti sociali hanno firmato contratti di solidarietà nel 2013/2014 che hanno complicato ulteriormente la stabilizzazione progressiva di circa 250 lavoratori che come me continuano a non lavorare per 5 mesi l’anno senza reddito e senza contributi previdenziali con una famiglia da mantenere, tasse e bollette da pagare. Nel frattempo si continuano a fare regali alla Piaggio: l’anno scorso con i…

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Chi fa da se’, fa per tre

Se questo è il trattamento che la stampa locale ci riserva quando si occupa di noi, molto meglio quando sceglie di non pubblicarci (quasi sempre). L’articolo pubblicato oggi su La Nazione non solo differisce macroscopicamente dall’originale ma ne stravolge completamente il senso. Della replica ad un commento prevenuto ed a mio avviso infondato firmato dal giornalista Mannucci, nemmeno l’ombra. I tagli non rispondono ad esigenze di impaginazione: è infatti evidente come il pezzo pubblicato sia addirittura più lungo dell’originale; tutto modificato…a partire dal titolo. Come se non batasse, il tutto farcito di errori anzi orrori di ortografia grossolani: Toncelli diventa Tondelli su tutto l’articolo, la colazione immagino sia la coalizione, un etologo cambia mestiere e diventa un etnologo. Al di là dei refusi, ritengo che stravolgere ciò che qualcuno scrive significhi una cosa sola: MANIPOLARE L’INFORMAZIONE!!! E io non ci sto! Vengono addirittura riportate tra virgolette parole mai pronunciate né tantomeno scritte. Iniziamo male, anzi, malissimo. E’ l’ennesima prova che non possiamo fidarci di loro: se sono capaci di alterare cosi’ platealmente articoletti di questa portata, e’ ovvio che le questioni importanti e gli argomenti scottanti potremo dimenticarceli perche’ saranno sistematicamente baipassati! Poiche’ noi desideriamo o meglio, pretendiamo che la…

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