Pontedera 5 Stelle, Cittadini con l'elmetto!
Pontedera verso il 2020 #2

Martedi prossimo vi aspettiamo al Circolo ARCI Botteghino, frazione La Rotta, per illustrare il lavoro fatto fin qui sul programma, confrontarci con voi sui contenuti e ottenere spunti per ulteriori argomenti da inserire.

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Pontedera verso il 2020 #1

Vi aspettiamo Martedi 18 al Circolo ARCI di via Tosco Romagnola, localita’ Pietroconti, per presentarvi il lavoro svolto finora sul programma e acquisire le vostre osservazioni e integrazioni. #vinciamonoi!

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Caos TARES

(Dal blog Beppegrillo.it) “A pochi giorni dalla scadenza della TARES i cittadini italiani non sanno nemmeno quanto devono pagare. L’artefice principale del “caos Tares” è il governo che ha cambiato mille volte idea sulla gestione dell’imposta. La Tares è suddivisa in due voci distinte: la tassa rifiuti di competenza degli enti locali ed il tributo per i servizi indivisibili che va allo Stato. Il decreto “Imu-2” consentiva ai Comuni la possibilità di applicare anche per il 2013 la Tarsu e la Tia utilizzate nel 2012. Facoltà che molti comuni avevano colto con favore per non vessare ulteriormente i cittadini già tartassati oltre misura. Il Governo però ha preteso il pagamento della maggiorazione di competenza statale (0,30 euro a mq) costringendo i Comuni alla predisposizione e l’invio ai contribuenti del modello di pagamento, F24 o bollettino postale. Il costo più alto lo pagano i cittadini. Lo Statuto del Contribuente (art.3) stabilisce che le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore. Quindi molti potrebbero decidere di non pagare semplicemente perchè stanno ricevendo il bollettino con i calcoli dela Tares praticamente a ridosso della…

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Fatti e non parole

M5S: NO ALLA LIBERALIZZAZIONE SELVAGGIA CHE UCCIDE I COMMERCIANTI ROMA, 17 ottobre 2013 – E’ attualmente in discussione alla Camera la proposta di legge del MoVimento 5 Stelle che rivede la disciplina degli orari di apertura del commercio la domenica e nei festivi, demandando la materia alla potestà di Regioni ed enti locali. “Le liberalizzazioni indiscriminate messe in atto dal governo Monti – dichiarano i deputati M5S della Commissione Attività produttive – stanno uccidendo i piccoli esercizi e stanno desertificando i nostri centri storici. E’ dimostrato che i consumi non sono aumentati perché i cittadini hanno spalmato le spese su sette anziché su sei giorni. I troppi centri commerciali nati nelle nostre città, si tengono a galla abbattendo i costi delle aperture nei giorni festivi comprimendo i diritti dei lavoratori.” “I cittadini si sono espressi contro le liberalizzazioni in un referendum datato 1995 e adesso c’è una proposta di legge di iniziativa popolare che ricalca in gran parte il nostro testo. Malgrado ciò i partiti rifiutano a prescindere di votare a favore di una legge presentata dal MoVimento, anche se di evidente buonsenso. Loro – concludono i deputati M5S – continuano a proteggere gli interessi delle solite lobby. Noi difendiamo…

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Artigiani, non numeri!
commercio e artigianato , cultura , lavoro / 18 Settembre 2013

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera accorata di uno dei tanti artigiani di Pontedera che non ne possono piu’. “Ho iniziato testardo 20 anni fa, avevo 25 anni, con la passione la voglia e la speranza di spaccare il mondo e diventare un imprenditore di successo costruendo una grande azienda. Volevo fare l’imprenditore ma restare artigiano, ecco la fregatura. Artigiano, parola nobile, per me vuol dire prestare un servizio nel migliore dei modi, usare i migliori materiali, costruiti da ditte italiane, assemblati e fatti funzionare dalla mia esperienza.Artigiano è anche considerare i clienti, i fornitori e i collaboratori come persone e non come numeri. Ecco che subentrano i numeri, tutti a dirmi devi fare fatturato, utile, profitto: tutto vero, ma in questo modo mi dovevo trasformare in “imprenditore”. Noi veri artigiani non ce la facciamo a seguire i numeri, ma stiamo morendo, i dati nazionali sono impietosi. Anche la nostra ricca Pontedera deve fare i conti con i numeri che dicono per il commercio, tra il 2011 e il 2012, il saldo negozi aperti è di meno 48, per le partite iva artigiani una strage … Lo spaccato delle imprese artigiane segna il passo. Dai dati rilevati all’Albo artigiani provinciale…

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Vuoti a perdere

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, dedicando questa bellissima lettera in primis a Matteo Colaninno e a tutti i suoi emuli meno noti.: “Io sono un vero artigiano, cioè con priorità non commerciali ne industriali, non ho mai pensato di fare profitto a tutti costi; tanto meno da ricercare anche all’estero. Sono rimasto fedele al territorio, alla famiglia, alla clientela. Umile ma fedele. Per tanti anni ho cercato di inserirmi in armonia nello sviluppo civile e industriale del territorio, dove la mia azienda elettrica operava. Ho aiutato la crescita del tessuto industriale con sacrifici. Con altri colleghi ho rafforzato il tessuto del terziario. Ho con orgoglio operato per una buona crescita civile e industriale. Adesso gli industriali si sono liquefatti, negli ultimi vent’anni hanno perso l’orgoglio di esser tali. Quando li incontro mi dicono sempre: perché non vieni come me in Romania, in Ucraina ,in Polonia, rispondo no  caro io non vengo a vedere quante ricchezze hai messo assieme, e neanche vengo a cercarle per me,  io rimango nella mia terra. A loro ricordo il loro ex capannone abbandonato lì dove c’era  qualcosa del mio operato e di tanti altri artigiani a cui Loro hanno girato le spalle, dimenticando che a suo tempo…

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Orgoglio bottegaio

Spesso si dice che il Pontaderese “DOC” sia bottegaio per antonomasia, e certo al di la’ delle esagerazioni campanilistiche non si puo’ negare che il commercio a Pontedera abbia rivestito da sempre un ruolo chiave nella societa’ e nell’economia cittadina. Ma che fine hanno fatto le “botteghe” storiche? Siamo andati a cercarle e abbiamo trovato al loro posto catene di negozi in franchising, che sono a Pontedera, ma potrebbero essere in qualunque altra citta’ del pianeta. Abbiamo trovato decine di locali vuoti, con il cartello “affittasi”. E alla fine abbiamo trovato anche loro: i bottegai. E abbiamo visto che nonostante tutto, nonostante la burocrazia e le tasse diventino sempre piu’ esose, nonostante la concorrenza palesemente sleale della grande distribuzione, c’e’ ancora chi non si arrende. Abbiamo sottoposto ai commercianti del centro un questionario, come facemmo qualche mese fa con gli operai della Piaggio. Potete vedere nel dettaglio le risposte alle domande specifiche che abbiamo fatto. In questo articolo vorremmo fare un riassunto sintetico delle cose che ci sono parse piu’ significative: Prima di tutto sono emersi con forza i problemi comuni a tutti, ovvero la mancanza di liquidita’ nelle tasche della gente, a causa della mancanza di lavoro. Poi il…

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