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Carta sprecata – 1

20 Maggio 2013

carta-riciclata-green-noteBuongiorno a tutti.
Oggi vorremmo analizzare il regolamento comunale per la tutela igienico-sanitaria del servizio per lo smaltimento dei rifiuti.
La prima cosa che si nota e’ che questo regolamento risale a trent’anni fa, e infatti subito all’ articolo 1, ma anche piu’ sotto, negli art. 8 e art. 10, si fa riferimento ad un decreto abrogato , il DPR 915 del 1982, firmato nientemeno che dal buon Pertini, o forse da Cossiga, chissa’.
Andando avanti, all’ articolo 2 ovviamente non si fa riferimento ai dispositivi di protezione individuale per i lavoratori previsti dalla normativa attualmente vigente, visto che a quell’epoca il decreto legislativo 81 del 2008 non esisteva. Si raccomanda di usare “guanti speciali al fine di evitare qualsiasi contatto con i rifiuti, e un mantello per ripararsi dall’acqua”.
A onor del vero c’e’ anche da dire che questo regolamento, a suo tempo, conteneva dei principi generali di elementare buon senso, che a leggerli oggi sembra di stare su Marte. Ad esempio all’articolo 6: i recipienti di raccolta “Dovranno evitare qualsiasi dispersione dei rifiuti, anche se dipendente dall’azione di animali, ricorrendo agli opportuni accorgimenti”. Come la mettiamo con i sacchetti che attualmente vengono usati per quello che si ha il coraggio di chiamare “Porta a porta”? Al comma 2 dello stesso articolo si fa presente che il Sindaco, con apposita ordinanza, potrebbe risolvere questo problema. Ma evidentemente il Sindaco non puo’ farlo, visto che da anni non ha piu’ nessun potere sulla gestione dei rifiuti, nonostante la legge (il codice ambientale, ma anche l’ultimo regolamento comunale approvato in materia) stabilisca che i rifiuti sono un argomento di interesse pubblico.
Ma la parte migliore e’ l’articolo 10, quello che recita al comma 3 parlando dell’ ubicazione di eventuali discariche:

3. In ogni caso, trattandosi di attività insalubre di prima classe ai sensi dell’art. 216 del T.U.LL.SS. approvato con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265 (è compresa al n. 213 dell’elenco delle industrie insalubri di cui al Decreto del Ministero della Sanità 19 novembre 1981, pubblicato sulla G.U. n. 337 del 9 dicembre 1981) la distanza dovrà essere tale da non fare risentire i suoi effetti molesti alle abitazioni più vicine.

C’e da chiedersi se gli abitanti di Gello, Santa Lucia, ma anche de La Borra e ogni tanto anche della Bellaria (ironia della sorte) conoscono questa norma. E pensare che questi ultimi non sono nemmeno tanto vicini, si parla di 3 o 4 km in linea d’aria.
Con il comma 4 siamo alle comiche finali:

4. Le aree destinate alle discariche nel suolo o sul suolo dovranno essere opportunamente recintate al fine di evitare l’accesso agli animali randagi e, su di esse, dovranno essere assicurate visite periodiche di controllo da parte del competente servizio dell’Unità Sanitaria Locale che vigilerà anche sulle operazioni di disinfezione , disinfestazione e derattizzazione delle aree di discarica.

In definitiva questo regolamento ci sembra obsoleto e quindi totalmente inutile, anche perche’ il codice ambientale fissa criteri piu’ restrittivi e aggiornati. Ci chiediamo per quale motivo sia ancora in vigore. Pontedera ha una cinquantina di regolamenti, e forse sarebbe il caso di dargli una sfoltita. E’ vero che l’art. 59 del regolamento sulla gestione dei rifiuti di piu’ recente approvazione dice che “tutte le norme precedenti in conflitto con il presente regolamento sono abrogate”, ma e’ anche vero che il “conflitto” non e’ mai un criterio di valutazione oggettivo, per lo meno in italia. Ed e’ anche vero che per esempio nei regolamenti nuovi non c’e niente che sostituisca l’art. 10, o per lo meno finora non lo abbiamo trovato. Continueremo a spulciare. State sintonizzati!

 

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