Pontedera 5 Stelle, Cittadini con l'elmetto!

CHI ABBANDONA CI COSTA DUE VOLTE.

10 ottobre 2016

chi abbandona ci costa due volte

Facendo un giro per le strade di Pontedera, sia quelle del centro, sia quelle periferiche, riscontriamo un diffuso abbandono di rifiuti che ingenerano degrado e maleodoranze e nella maggior parte dei casi inquinamento ambientale che danneggia la salute pubblica, cosa di cui il sindaco Millozzi si dovrebbe preoccupare in prima persona.

Questa situazione deriva dalla mancanza di controlli puntuali da parte dell’amministrazione comunale che non fa niente per prevenire il degrado e rimuovere il problema all’origine, ma spende soldi solo per rimediare al danno ormai avvenuto.

L’abbandono dei rifiuti, come altri problemi di degrado, che la nostra società si porta dietro, ha origini lontane e che affonda le radici in una mancanza di sensibilizzazione culturale, che parte dalle scuole, per creare cittadini attivi e consapevoli che la differenziazione dei rifiuti è un dovere ineluttabile per garantire un ambiente vivibile alle future generazioni.

Troppo facile criticare il danno senza andare alla natura del problema, si rischia di fare solo chiacchiere senza dare soluzioni.

Questa pessima pratica ci costa in termini economici 96.000 euro!! Secondo  noi le sanzioni non servono, infatti l’inasprimento di tali sanzioni, approvato in un recente Consiglio Comunale non ha fatto diminuire l’abbandono. Questo perché l’abbandono dei rifiuti deriva da una mancanza di sensibilità dei cittadini che per svariate ragioni non si allineeranno mai alla coscienza sociale che vuole una gestione consapevole dei rifiuti.

Certo, nè l’amministrazione comunale, nè  Geofor aiutano a far si che la situazione possa migliorare; l’una per mancanza di volontà a fare più controlli sia sull’abbandono, sia sull’attivazione delle utenze e sul numero di cittadini stabilmente presenti all’interno delle stesse utenze; l’altra perché dal maggiore lavoro per il recupero di rifiuti abbandonanti ci guadagna e pur essendo totalmente pubblica non si accolla una campagna di sensibilizzazione che dovrebbe accollarsi anche per disposizione di chi pubblicamente la controlla.

Geofor spende 33 MILA EURO circa (fonte bilancio 2015) in spese di sponsorizzazione, da notare che questi sono soldi pubblici di cui Geofor dispone come fosse un privato e che nessuno ha autorizzato Geofor a spendere, per manifestazioni che non vanno a beneficio di tutti ma solo di chi è interessato. Se questi soldi venissero spesi per fare sensibilizzazione al riciclo e al riuso, nelle scuole o verso tutti i cittadini, il ritorno ci sarebbe per tutti, con una perequativa diminuzione dei risparmi nelle bollette. Visto che negli ultimi anni sono sempre aumentate.

Certo, riteniamo che le migliori pratiche di riciclo dei rifiuti siano altre e che debbano coinvolgere oltre che i consumatori anche i produttori, i distributori di tutti i settori commerciali, che la sensibilizzazione dei cittadini debba essere accompagnato da un senso civico che porterebbe ogni cittadino a attuare un controllo diffuso del territorio contro il degrado.

Ci auspichiamo che prima o poi si possa arrivare a tariffazioni sui rifiuti che permettano a tutti di pagare per il quantitativo reale di rifiuti prodotti e che tali rifiuti vengano così smaltiti per creare risparmio in bolletta per i cittadini e  maggiori servizi a livello locale e non costi, come avviene oggi. Che pratiche corrette di riciclo portino a pagare solo per la parte di rifiuti non differenziati, che in un sistema ideale, ma possibile di smaltimento dovrebbero tendere a zero o addirittura  non essere prodotti. Perché i rifiuti diventino una risorsa.

Per fare ciò non occorre inventare strani marchingegni che funzionano poco e a macchia di leopardo come Igenio, oppure sistemi di raccolta differenziata che sono farraginosi e poco efficienti per i costi che generano  per tutti  i cittadini.

Se non si parte adesso con migliori pratiche di raccolta e smaltimento, con una seria campagna di sensibilizzazione, con una seria attività di controllo delle utenze, si rimarrà sempre nel Medioevo della gestione dei rifiuti; epoca in cui ciò che non serviva più veniva gettato dalle finestre.

Non è certo costruendo un impianto a biogas che costa 19 milioni di euro che si risolverà il problema dell’abbandono dei rifiuti e delle maleodoranze a Pontedera.

Il ripristino dei cassonetti serve solo a tornare a percentuali di riciclo dei rifiuti da città del terzo mondo ma servirà solo a far aumentare i costi di smaltimento facendo tornare Pontedera ad essere la pattumiera della Valdera.

Movimento 5 Stelle Pontedera

 

 

 

 

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