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6 – Gestione dei rifiuti: uscire dalla discarica

20 aprile 2014

taresLa raccolta differenziata e’ solo uno dei passi necessari per una corretta gestione dei rifiuti, e come prima cosa da fare, e’ attuare una buona prevenzione.
Pertanto vorremmo cercare di attuare le seguenti proposte:

6.1 – Exit Strategy

Pianificazione di una strategia d’uscita, coinvolgento in un percorso partecipato tutti gli abitanti del Comune, dalla logica della discarica, ovviamente che non comporti la realizzazione di inceneritori, centrali a biomasse o biogas o altri impianti di “recupero energetico” dai rifiuti, coinvolgendo tutta la popolazione del Comune: e’ necessario fare uno studio di fattibilita’ per il recupero dei materiali contenuti nei lotti esauriti della discarica,
Studio epidemiologico sugli abitanti delle frazioni di Gello, Santa Lucia, Pardossi, per verificare l’incidenza di malattie come linfomi, leucemie, tumori, ma anche di parti pretermine e malattie croniche alle vie respiratorie e allergie.
Revisione e semplificazione dei regolamenti comunali sulla gestione dei rifiuti, che attualmente si basano sui criteri di assimilazione fissati nel 1984. E’ necessario rivedere tali criteri nell’ottica di un maggiore controllo del pubblico sul flusso dei rifiuti.
Estensione della raccolta Porta a Porta domiciliare su tutto il territorio del Comune, con contenitori rigidi antirandagismo dotati di chip RFID che permette la tracciabilita’ del contenitore e la memorizzazione degli svuotamenti, con la possibbilita’ di applicare finalmente una vera tariffazione puntuale.
Istituzione di uno o piu’ centri di riparazione e riuso, anche ricorrendo a finanziamenti europei per lo start-up e facendo in modo che tali centri siano economicamente autosufficienti, in modo da creare anche posti di lavoro.
Eliminazione del sistema Igenio, appurata l’inutilita’ di questo mezzo per raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata.
Revisione del contratto di servizio con Geofor e del ruolo del Comune di Pontedera all’ interno di essa (vedi anche capitolo 20).
Verifica di eventuali inadempienze e conseguente rivalsa sui responsabili

6.2 – Prevenzione

Istituzione di un centro di ricerca sui rifiuti, in collaborazione anche con le aziende manifatturiere del territorio e con i locali istituti scolastici superiori, caratterizzazione approfondita e studio dei processi produttivi causa del rifiuto.
Aumento dei costi di smaltimento in discarica, fintanto che non si trova una via di uscita, per rendere appetibile la prevenzione e le buone pratiche e finanziare il centro di ricerca.
Elaborazione di strategie di prevenzione per ridurre alla fonte la produzione dei rifiuti: revisione della tassa sulla stampa commerciale non indirizzata, finalizzata a scoraggiare tale pratica.
Istituzione di un portale di scambio dei sottoprodotti delle aziende, per prevenire la formazione di rifiuti speciali e incentivare la corretta progettazione industriale e il networking fra imprese locali.
Disincentivazione delle pratiche causa di specifici flussi di rifiuti: eliminazione del monouso e degli alimenti imballati nelle scuole e nelle mense pubbliche, incoraggiamento della vendita di prodotti sfusi e a filiera corta, soprattutto negli esercizi commerciali locali.
Disincentivazione delle pratiche impattanti nella grande distribuzione.
Realizzazione di una rete di compostaggio fra agricoltori, Gruppi d’Acquisto Solidale, attivita’ commerciali e cittadini, in modo da prevenire il conferimento di preziosa materia organica nel ciclo dei rifiuti.

6.3 – Monitoraggio

Maggiori controlli e maggiore trasparenza sull’efficienza dell’ impianto di compostaggio, con analisi frequenti del materiale sia in entrata che in uscita finalizzate all’utilizzo agricolo del compost. Maggiori controlli sullo spandimento dei fanghi in agricoltura.
Incentivazione del compostaggio domestico, anche di prossimita’. Divieto di bruciare sfalci e potatureVerifica delle competenze tecniche del personale di Geofor ed Ecofor, e revisione dei compensi e dei criteri di nomina dei dirigenti.Verifica dei criteri nelle gare di appalto indette da Geofor ed Ecofor, tendendo ad eliminare passaggi inutili e nell’ ottica di una totale trasparenza nella gestione.
Il monitoraggio della gestione dei rifiuti potra’ essere svolto anche tramite l’istituzione degli ispettori ambientali, attivi sul territorio del Comune, che agendo in accordo con la Polizia Municipale, esercitino funzioni di controllo e sanzione per i regolamenti ai regolamenti per lo smaltimento dei rifiuti. Parte essenziale del lavoro degli ispettori ambientali sara’ anche la sensibilizzazione e la comunicazione ai cittadini delle buone pratiche di gestione e prevenzione dei rifiuti.

6.4 – Uscita dai consorzi di filiera o revisione degli accordi

Delle centinaia di milioni di euro all’anno che vengono incassati dal sistema Conai solo poco piu’ di un terzo viene girato ai Comuni e queste risorse spesso non entrano neppure nelle casse comunali poichè vengono in gran parte utilizzate per pagare le piattaforme private che si occupano delle preselezioni di tali flussi” 2011 incassi conai : 813 milioni di euro girati ai comuni 297 di cui metà ai centri di preselezione (Dati dell’ Associazione Selezionatori – Assosele)
E’ semplice fare il conto sulla base di questi dati: di 813 milioni ai comuni circa 150 cioè solo poco piu’ del 20% .
Alla luce di questi dati è facile capire come sia poco “interessante ” per il comune effettuare la rd considerando che al comune tocca la parte più gravosa che è quella della raccolta.
– il Conai gestisce il monopolio degli imballaggi
– decide i prezzi e quanto deve restituire ai comuni. (a genova vendono alle aste telematiche, decidono il valore del prodotto e vendono nel momento + vantaggioso)
– il comune che si deve accollare il costo della raccolta non è incentivato , gli costa piu’ raccoglierla e meno incenerirla insieme al resto)
– di fatto questo monopolio disincentiva la rd non offrendo congrui vantaggi rispetto alla discarica e all’incenerimento.
Gli accordi con il CONAI vanno ridefiniti, e se possibile uscire dal monopolio CONAI e riprendere in mano la gestione dei materiali derivanti dalla raccolta differenziata. Questo e’ quello che il M5S si impegna a fare se amministrera’ Pontedera.

6.5 – Feste e sagre a rifiuti zero

La tradizione delle feste o sagre estive con gastronomia, è un fenomeno particolarmente diffuso nella nostra provincia. E’ un dato di fatto che queste feste, organizzate prevalentemente da espressioni del volontariato (come associazioni e pro-loco), siano caratterizzate dall’utilizzo massiccio di materiali usa e getta e da un conseguente flusso di rifiuti (di cui una parte significativa costituita da scarti organici). Tale produzione non si associa in generale ad un’efficace politica di raccolta differenziata, ma al contrario si concretizza in un conferimento massiccio nell’indifferenziato. Vogliamo sfruttare queste occasioni per sensibilizzare ed informare i partecipanti sulle tematiche più importanti per l’ambiente, la salute e la cooperazione sociale.
In pratica proponiamo di : ridurre la quantità dei rifiuti avviati a smaltimento; minimizzare gli impatti ambientali di tali eventi; effettuare un’efficace comunicazione ambientale verso i partecipanti.
Nel merito, intendiamo proporre:
incentivazione dell’ uso di stoviglie lavabili;
la raccolta differenziata delle frazioni tradizionali (plastica, vetro, carta e cartone, lattine…) e degli oli usati;
raccolta differenziata degli avanzi alimentari (umido) in collaborazione con la rete di compostaggio di cui al punto 6.2), attuabile attraverso la organizzazione, da parte della società dei servizi, di punti di raccolta rifiuti e di un sistema di rimozione degli stessi efficace ed efficiente e la cessione di contenitori riutilizzabili per la raccolta differenziata;
finanziamenti per l’acquisto di lavastoviglie industriali o cessione di esse in comodato d’uso;
cessione di brocche per acqua e vino in numero adatto.
Tassazione “paghi per quello che inquini” dei rifiuti prodotti per le associazioni che rifiutassero di seguire le direttive di prevenzione dei rifiuti.

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