“ERRATA CORRIGE”

In data 13 aprile 2016, è stato pubblicato sul Blog “Pontedera 5 Stelle” l’articolo dal titolo “Chi finanzia il partito delle lobbies?” e, in data 20 aprile 2016, lo stesso identico testo è stato distribuito anche per tramite del giornalino autoprodotto “L’Opposizione di Pontedera”, con il titolo “Il Partito dei Lobbisti”.

A seguito della richiesta di rettifica inviata dal Sig. Andrea Buzzoni, in proprio e quale legale rappresentante delle società Aurapetroli s.r.l. ed Esedra s.r.l. (c.d. “Gruppo Buzzoni”), svolte le opportune verifiche, abbiamo provveduto all’immediata eliminazione dal Blog dell’articolo suddetto perché contenente affermazioni su presunte contiguità politiche e ipotizzati finanziamenti a partiti politici non rispondenti al vero e assolutamente non riguardanti il Sig. Andrea Buzzoni e le società dallo stesso amministrate.

La presente nota viene pubblicata anche sul giornalino autoprodotto, dopo aver già provveduto al ritiro del numero contenente l’articolo sopra citato.

Riteniamo, altresì, doveroso rivolgere le nostre scuse al Sig. Buzzoni e alle sue società per lo spiacevole episodio, a seguito del quale il Movimento 5 Stelle Pontedera assume l’impegno di vigilare ancor più attentamente perché questi fatti non si ripetano in futuro.

I Consiglieri Comunali

Andrea Paolucci

Fabiola Toncelli

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POCO DEMOCRATICI

CracPD

 

Preso atto che il PD cittadino continua con le illazioni nei nostri confronti, fuori e dentro al consiglio, dandoci la sensazione di essere in chiara confusione, vorremmo  chiarire alcuni punti sulle recenti polemiche.

In merito agli alloggi a S. Lucia, centro della controversia con il segretario Tognetti e PD, facciamo presente a questi ultimi, che nel  programma del movimento di Pontedera la ristrutturazione o il completamento,  anche dei vari edifici pericolanti o incompiuti che abbelliscono la nostra città, è alternativo al consumo di suolo per  costruire nuovi edifici, alla luce anche del mercato immobiliare da anni inflazionato, senza bisogno di espedienti tecnici per poter costruire.

Chiariamo anche al  segretario Tognetti che l’astensione non è un voto favorevole, inoltre i consiglieri di opposizione  in democrazia non dovrebbero  rendere conto al partito di governo della loro attività in consiglio e  in special modo i cittadini portavoce, anche se al PD può sembrare strano render conto solo ai cittadini.

Per il Tognetti e il suo partito, il ruolo dell’opposizione in consiglio è quello di plaudenti auditori dei comizi del sindaco Millozzi, spesso volutamente poco attinenti a questioni locali, oppure mesti certificatori delle mirabolanti iniziative  del governo cittadino, originali ma evidentemente inefficaci, cassando con l’accusa del copia e incolla esperienze magari testate  e funzionali, adattabili alla nostra realtà e in generale qualsiasi cosa non possa ricevere la “bandierina” dell’amministrazione.

E mentre Tognetti e PD da anni amministrano Pontedera e pensano alle “cose importanti”, strade nuove sprofondano, biblioteche elettorali sono in manutenzione continua, il decoro urbano è sempre più scarso , alcuni quartieri oltre al degrado hanno anche qualche problemino di sicurezza  e altre facezie di varia natura.

In conclusione Tognetti se lei, e il suo partito (sedicente) democratico, avete qualche frustrazione post elettorale e temete di fare la fine dei nostri vicini cascinesi , invece di fare becere e sterili polemiche con noi “duri e puri”, pensate a come amministrare meglio la città.

Stia sereno Tognetti c’è ancora tempo alle elezioni.

MoVimento 5 Stelle Pontedera

Sarebbe ora che i lavoratori riprendessero il controllo sulle trattative.

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa:download

Nell’incontro del 5 luglio si discuterà ancora e solo di quello che interessa la Piaggio, ovvero del contratto di Solidarietà che da alcuni anni l’azienda ha scelto come la modalità migliore per gestire a proprio piacimento l’orario di lavoro, mettendo a casa i lavoratori secondo convenienza, usando i nostri soldi dell’INPS, e discriminando quelli con i maggiori problemi fisici o i più attivi sindacalmente.
Sono chiari a tutti i problemi che i lavoratori hanno in fabbrica , ma ci sono due modi ben diversi per affrontarli:
- Sottoscrivere con la Piaggio che la crisi di vendite si combatte usando tutti i mezzi a disposizione per incrementare la produttività e ridurre i costi: aumento dei ritmi, straordinario d’estate nei reparti in cui serve, niente investimenti su sicurezza e condizioni di lavoro, libertà di gestione dell’orario di lavoro e riduzione del monte salari attraverso la solidarietà, la CIG, uso dei Par e delle ferie e infine rinvio a data da destinarsi del premio aziendale (solo quest’ultimo, negli ultimi 4 anni, ha significato un guadagno per la Piaggio di almeno 15 milioni di euro, tolti dalle tasche dei lavoratori e finite in quelle di Colaninno e soci) . Significa così mantenere i lavoratori in una situazione di ricatto permanente, fargli credere che la Piaggio potrebbe altrimenti aumentare la produzione all’estero e che quindi bisogna accontentarsi di conservare il posto di lavoro; significa in definitiva mantenere i lavoratori in una condizione di minorità rispetto all’azienda.
- Oppure avere chiaro che la crisi degli ultimi anni è un problema di mercato che ha ben altre ragioni che la mancanza di produttività o gli alti costi del lavoro. Ed infatti tutto ciò che è stato fatto in questi anni non ha cambiato di una virgola i problemi di vendita, ma ha solo permesso all’azienda di scaricare completamente sui lavoratori i costi della crisi, riuscendo a mantenere costante il rapporto tra profitti e fatturato attraverso: la riduzione dell’occupazione, le forti perdite salariali tra premio non incassato, solidarietà e CIG, l’aumento dei ritmi e le conseguenti malattie professionali, nessun investimento sulle condizioni ambientali invivibili in diversi reparti soprattutto d’estate, ecc… . L’attuale situazione per i lavoratori è perciò principalmente il risultato di sindacati e maggioranza RSU subalterna all’azienda da sempre, che si limitano a chiedere l’elemosina; è il risultato di una pratica sindacale che ha come unico obiettivo quello di spegnere sul nascere ogni iniziativa tesa a rivendicare reali cambiamenti a partire dalle esigenze dei lavoratori, annacquando gli obiettivi e gettando sfiducia sulle possibilità di contrasto alla Piaggio. Si tratta perciò di rovesciare questo modo di fare sindacato, di sostenere ed estendere quelle iniziative di contrasto all’azienda che in tutti questi anni tanti lavoratori hanno dimostrato di saper e poter fare, promosse da quei delegati che si battono per cercare di ristabilire, in questa azienda, rapporti sindacali normali e trattative vere che affrontino i problemi dei lavoratori. Una RSU che si rispetti dovrebbe pretendere di discutere, prima dei fermi produttivi, del premio, delle lavorazioni che devono essere fatte a Pontedera, e di riconoscere l’apertura di una trattativa su l’integrativo.
L’azienda ha chiaro tutto questo e ha partecipato attivamente all’elezione della RSU , favorendo in modo smodato i sindacati e i delegati fedeli che sono riusciti ad ottenere la maggioranza
Per l’azienda era decisivo che FIM e UILM ottenessero la maggioranza della RSU, in modo che continuassero ad avere il potere di firma sugli accordi che sono poi vincolanti per tutti i lavoratori. C’era anche questo in ballo alle ultime elezioni ma purtroppo molti lavoratori non l’ hanno capito.
Il 5 luglio la Piaggio si avvia ancora una volta all’incasso.

RSU FIOM

 

Il Comune del “popolo sottano”

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Il Movimento 5 Stelle Pontedera non può esimersi dall’esternare profondo sdegno per quanto sta accadendo nel comune di Vicopisano, gestito come fosse Cosa Nostra da una giunta PD/SEL che di democratico non ha più nemmeno la parvenza.
Il pentastellato Paolo Landi sta conducendo una strenua opposizione: consapevole, tenace e senza esclusione di colpi. Questo è intollerabile per chi è abituato ad amministrare la cosa pubblica come fosse l’azienda di famiglia, col plus che comunque vada…paga Pantalone.
Ecco che l’opposizione, soprattutto se è vera, diventa scomoda, un’insidiosa spina nel fianco di cui doversi liberare in fretta. Intimidire, censurare, annichilire l’opposizione fino a renderla invisibile, pare essere lo scopo del sindaco Taglioli ed il “suo” piccolo borgo somiglia sempre più ad un teatro, dove ad andare in scena sono le prove di regime.
Viene impedito alla minoranza di scrivere sul periodico comunale pagato con i soldi dei cittadini: TUTTI! Negata anche l’utilizzazione dei canali istituzionali come il sito web per fare informazione; vietato ai cittadini di registrare o riprendere le sedute del consiglio comunale (come se si trattassero fatti dei quali il popolo sottano non solo non dovrebbe interessarsi ma neanche sospettare); drastica riduzione dei tempi di intervento durante le sedute del consiglio: fin troppo scontato, contingentare i tempi al fine di limitare i danni. Dulcis in fundo, è stata approvata una delibera la quale, travalicando il regolamento comunale, impedisce al Movimento di fare banchetti informativi durante le feste paesane, dettando inoltre come, dove e quando poter stare tra la gente a fare informazione politica.
Un oscurantismo che evoca inquietanti reminiscenze, di fronte al quale non soltanto tutte le forze politiche che si riconoscono nei dettami costituzionali del popolo sovrano, di tutela delle minoranze e della libertà di informazione dovrebbero insorgere ma dovrebbe scuotere le menti e le coscienze della società civile che crede ancora nella democrazia. Invitiamo il sindaco Taglioli a scusarsi con i cittadini che non sono soltanto i suoi elettori pur meritando lo stesso rispetto, a riflettere e, se ci riesce, a provare un po’ di vergogna per la bassezza con la quale interpreta un ruolo che meriterebbe ben altra condotta. Esprimiamo tutta la nostra stima e vicinanza a Paolo Landi al quale auguriamo di continuare così, incarnando perfettamente lo spirito del M5S che egregiamente rappresenta.

FABIOLA TONCELLI

Consigliere Comunale M5S Pontedera

La sostenibile (in)coerenza del M5S

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Sconcertante che il Partito Democratico durante l’ultimo consiglio comunale, nella persona del consigliere Braccini si permetta di dare dell’incoerente al nostro consigliere Andrea Paolucci. Probabilmente le ultime batoste elettorali hanno reso i piddini molto nervosi, al punto di non sapere nemmeno quello che stanno votando e di venire in consiglio comunale con lo stesso spirito da curva nord con il quale si va allo stadio. Veniamo al merito della questione: saremmo incoerenti perché abbiamo votato contro il punto 1 dell’ ordine del giorno,  che prevede la realizzazione a Santa Lucia di 65 alloggi in zona I.3  cioè zona che ha una pericolosità idraulica elevata dal punto di vista idrogeologico, praticamente si vogliono costruire altre case in un comune che ha oltre il 20% di case sfitte ed invendute, e si vogliono costruire in una zona a rischio. Chi è incoerente noi o loro?

Al punto 2 ci siamo astenuti perché con la scusa della perequazione dei volumi si vuole consumare ancora suolo per costruire altri immobili e fare speculazione (anche se nel Comune di Ponsacco)

Al punto 3 abbiamo dato voto favorevole perché un privato cittadino voleva semplicemente  riclassificare un vecchio fabbricato per poterlo ristrutturare e adibirlo a propria abitazione, senza fare nessuna speculazione edilizia. E’ tanto strano che votiamo a favore dove non vediamo speculazione, noi non siamo il partito delle lobby ma dei cittadini questo forse il PD non lo ha chiaro.

E’ sconcertante il fatto che sia stato addirittura sospeso il consiglio comunale per  scrivere un emendamento ad una  nostra mozione identica alla loro. La mozione in questione è stata da noi presentata perché ci siamo resi conto di un vulnus nel regolamento comunale il quale, contrariamente a quanto previsto nello statuto, non consente ai cittadini di presentare petizioni. In pratica li avevamo beccati con le mani nella marmellata e loro pur di non ammettere l’errore hanno presentato una contro mozione la cui premessa era un ridondante, stucchevole e poco veritiero elogio dell’ operato dell’amministrazione sulle Consulte di Quartiere (classico esempio di “cavolo a merenda”). I nostri consiglieri si sono rifiutati ovviamente di ritirare la nostra mozione e come credete che sia andata a finire? La nostra è stata bocciata ed è passata la loro.

Ogni volta che il M5 Stelle presenta una mozione, la maggioranza presenta la sua bella contro mozione che altro non è che un “copia incolla” della nostra con una piccola modifica, per poi dire che dobbiamo votare la loro e ritirare la nostra perché in ogni caso vogliamo solo mettere la bandierina o fare strumentalizzazioni politiche. Si è voluto mettere in dubbio la bontà della nostra proposta sul fatto di dotare il nostro comune, in punti strategici, di defibrillatori e che con questa proposta vogliamo fare politica sulla pelle dei cittadini quando nella loro contromozione tali acquisti sono subordinati a mere questioni di bilancio; nella nostra mozione si chiedeva al Sindaco di impegnarsi in merito e NON di distribuire i defibrillatori donati alla comunità dalla riduzione di stipendio dei nostri consiglieri regionali!!!! L’esatto opposto di quanto contestatoci in consiglio.

Altrettanto sconcertante e’  lo sfogo del sindaco Millozzi, che giorni fa dopo la batosta delle amministrative, sui media ha fatto un po’ di sana autocritica dichiarando che il Pd deve tornare ad essere un soggetto culturale e politico con umiltà e molta meno arroganza.  Parole sante, ma mai applicate, specialmente in questo ultimo consiglio comunale.

MoVimento 5 Stelle Pontedera

 

DEJA-VU

NO BIOGAS

 

Riceviamo da Comitato NO BIOGAS e pubblichiamo:

A volte pare che il tempo si sia fermato, oppure sembra di tornare indietro di anni. Peccato che poi uno si guarda allo specchio e scopre “comè difficile restare padre quando i figli crescono e le mamme imbiancano”.
Oggi è’ una di quelle volte. A riportare indietro le lancette dell’ orologio sono le dichiarazioni di Paolo Marconcini, ex sindaco di Pontedera e attuale Presidente di Geofor SpA nonchè membro del CDA di Electrawind Srl, la società delle pale eoliche.
Le sue dichiarazioni sembrano un deja-vu di 6 anni fa, quando usò il falso bersaglio della costruzione di un inceneritore per ampliare la discarica. Poi l’inceneritore non fu fatto, ma la discarica fu ampliata. Poi e’ arrivata l’Ecoacciai, poi è arrivato l’impianto di selezione della REVET, poi è arrivato l’impianto per la produzione dei gessi di defecazione, e ora ci vogliono mettere pure un bel gassificatore.
Marconcini dice che la Valutazione d’Impatto ambientale verrà fatta insieme all’ Autorizzazione Integrata Ambientale, dimostrando con questo di non conoscere nè la legge nè il buon senso: la Valutazione d’impatto Ambientale (VIA) e’ una VALUTAZIONE (appunto) preventiva, espressa e motivata, da acquisire PRIMA dell’ autorizzazione finale alla realizzazione di un singolo progetto ed ha come obiettivo la preventiva individuazione degli effetti sull’ ambiente e non mira semplicemente (come l’ AIA) alla riduzione degli impatti inquinanti.
Infatti la VIA si basa su uno Studio d’Impatto Ambientale (che NON è stato presentato) che “individua, descrive e valuta gli effetti negativi diretti e indiretti del progetto sull’ uomo, fauna e flora, matrici ambientali, sulla loro interazione, sui beni materiali e sul patrimonio culturale e contiene la descrizione del progetto, delle principali alternative, delle componenti ambientali soggette a impatto, del cumulo con altri impianti già esistenti e delle misure attivabili per evitare, ridurre o compensare eventuali danni, come ad esempio l’effetto domino che si potrebbe creare nel caso all’ interno del gassificatore (che produce un gas sporco contenente una parte di metano quindi esplosivo) ci fosse un’esplosione, e questa esplosione si propagasse agli edifici e agli impianti vicini, come ad esempio a quello della REVET, che tratta plastica, e la plastica è infiammabile.
La Direttiva Seveso Ter parla chiaro in merito, peccato che Marconcini pare non averla letta.
Altro strafalcione e’ dire che il gassificatore sarebbe “la modifica non sostanziale di un impianto esistente”. Peccato che anche qui il Codice ambientale (e anche la giurisprudenza) dicano diversamente: un raddoppio di capacità, ma anche un incremento delle emissioni di un ordine di grandezza E’ una modifica sostanziale.
Il vecchio impianto di compostaggio NON produce molti degli inquinanti caratteristici delle centrali a biogas come quella che si vuole costruire (notare sempre il prefisso “bio” o “eco” o “green” tutte le volte che ci vogliono dare una fregatura). Quindi la VIA VA FATTA, che a Marconcini piaccia o no.
Forse lui non la vuole perchè sa che un impianto come quello in un contesto simile non sarebbe mai autorizzato, o forse in realtà’ il suo obiettivo e’ un altro e il gassificatore è’ solo uno specchietto per le allodole, ma non potendo saperlo ad oggi dobbiamo riprendere le armi dello studio e della legge e ricominciare a dare battaglia.
Per questo Martedi 21 alle ore 21,30 presso il Poliedro ci sarà un incontro pubblico di presentazione del comitato NO BIOGAS, al quale presenzieranno i consiglieri regionali Giacomo Giannarelli, Irene Galletti ed Enrico Cantone, durante il quale saranno affrontate le criticità dell’ impianto, saranno illustrate alcune delle alternative disponibili e decideremo insieme ai cittadini che vorranno intervenire ed impegnarsi con noi le strategie da mettere in campo.
Vi aspettiamo!

COMITATO NO BIOGAS

 

 

SALVAGUARDIAMO LA NOSTRA TERRA!!!!

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Informiamo che il nostro Meet-Up Pontedera 5 stelle  sarà presente con il proprio gazebo all’evento di esposizione e convegno per la rivincita della produzione agro-alimentare di qualità delle colline toscane. Oltre a noi saranno presenti i vari meet up del territorio:

  • Castelfranco di Sotto
  • Santa Croce S/A
  • Montopoli
  • San Miniato
  • Calcinaia
  • Vicopisano
  • Buti
  • Casciana Terme – Lari
  • Ponsacco
  • Cecina
  • Rosignano

 

Inoltre saranno presenti anche i seguenti gazebo:

  • Sportello anti-equitalia Toscana
  • Sportello del Microcredito Toscana
  • Raccolta firme per referendum costituzionale e contro l’Italicum.

Invitiamo i cittadini ad approfittare della presenza sul territorio di questi punti e  di partecipare numerosi.

 

Scarica la locandina

 

 

Quando “Abitare Fuori del Ponte” è quasi sotto il ponte..!

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Paradossale quanto sconcertante il patrocinio e la partecipazione dell’amministrazione comunale e di APES alla Festa dei Vicini che si è tenuta lo scorso 27 maggio, uno dei tanti eventi che si inseriscono all’interno del processo partecipativo denominato “Abitare Fuori del Ponte”.

Al sindaco, all’assessore Cecchi e al presidente di APES Lorenzo Bani, lo spieghiamo noi cosa significa abitare Fuori del Ponte; noi possiamo farlo perché i cittadini li abbiamo ascoltati, li abbiamo seguiti nelle loro abitazioni, constatandone la mediocrità e la veridicità dei loro esasperati moniti.

Dopo aver verificato direttamente possiamo affermare che abitare fuori del ponte se si risiede nelle case popolari di APES in via Einaudi, equivale più che a vivere a sopravvivere, costretti in condizioni assolutamente poco dignitose, insalubri e prive dei requisiti minimi di sicurezza: abitazioni obsolescenti, pareti tappezzate da muffe, soffitti umidi, infissi che non chiudono, grondaie che si sbriciolano, cornicioni che si staccano, balconi che si sgretolano ma soprattutto un mare, un oceano di indifferenza.

A nulla sono serviti colloqui, contatti, solleciti e raccomandate. Il primo giugno gli abitanti di via Einaudi sono giunti ad inoltrare una diffida alla quale potrebbe seguire a breve un esposto alla Procura della Repubblica.

È disarmante come i destinatari della stessa, Millozzi, Cecchi, Bani, trovino il coraggio di presenziare alle feste e fare buon viso rilasciando interviste sull’ importanza della convivialità e della socializzazione, aspetti certamente secondari quando a tenerti sveglio la notte è la preoccupazione per l’aria che respiri in camera o che il tuo terrazzo non frani.

Sappiano gli autori della diffida che non li lasceremo soli in questa battaglia di dignità; invitiamo i pontederesi a non abbassare la guardia di fronte alle lusinghe di chi organizzando una festa al parco un giorno all’anno, se ne lava le mani e li lascia nel marcio i restanti 364; questo vale solo per chi non ha ancora avuto la sfortuna di incapparci: quelli che abitano davvero Fuori del Ponte, quelli di via Einaudi, ormai, non ci cascano più.

MoVimento 5 Stelle Pontedera

 

 

Qui la cosa puzza…

il-collega-accusato-diRiceviamo dal Comitato NO BIOGAS e volentieri pubblichiamo:
“Nel solito silenzio generale i cittadini di Pontedera hanno ricevuto una letterina, dove oltre ad alcune informazioni riguardanti la TARI nelle ultime tre righe si informava, en passant, della convocazione della prima conferenza dei servizi che dovra’ istruire la pratica per l’autorizzazione definitiva del gassificatore di rifiuti organici che la Geofor vuol fare a Gello e per la quale ha ottenuto l’autorizzazione dalla Provincia nel lontano Febbraio 2011 (Determina 534 del 10/02/2011).
La conferenza dei servizi, per spiegarlo ai piu’, e’ una riunione dove tutti gli enti che devono dire la loro su un determinato progetto si trovano e espongono i loro pareri. La prima (o le prime) sono dette “istruttorie”, perche’ servono a raccogliere le informazioni e chiedere eventuali integrazioni al proponente, l’ultima e’ detta “decisoria” perche’ emana il provvedimento finale che di solito, salvo casi estremi, e’ un’ autorizzazione con alcune prescrizioni da osservare.
Nel caso del gassificatore di Gello la prima conferenza c’e stata il 14 Aprile, ma fu deciso di aggiornarla al 20 Aprile scorso in considerazione della complessita’ dell’ intervento. In poche parole non e’ bastata una, e nemmeno due, visto che al termine della seconda conferenza dei servizi e’ stato richiesto a Geofor di fornire ulteriore documentazione e per questo motivo la Geofor stessa ha richiesto 60 giorni di sospensione del procedimento, al termine dei quali sara’ convocata la conferenza dei servizi decisoria, quindi presumibilmente intorno al 20 – 25 Giugno prossimo.
Ma c’e’ un problema, anzi, piu’ di uno.
Il gassificatore e’ stato autorizzato nel 2011 senza passare dalla valutazione d’impatto ambientale basandosi su una legge regionale (la 10/ 2010) che TAR e Consiglio di Stato hanno definito illegittima nella misura in cui disattende le leggi in materia di Valutazione d’ Impatto Ambientale. Questo significa che ove la conferenza dei servizi autorizzi l’impianto in assenza della VIA lo fara’ in palese violazione di legge.
La legge sulla valutazione d’ impatto ambientale (D.Lgs. 152/2006, art. 20 comma 4 e allegato V alla parte seconda, come vigente alla data di autorizzazione del gassificatore) prevedeva gia’ a quel tempo dei criteri ben precisi dei quali non e’ stato tenuto conto nella determina della Provincia. Per citarne uno su tutti, si doveva tener conto del cumulo con altri progetti e fonti d’inquinamento presenti nell’ area (discarica, zona industriale, traffico, ecc…). In soldoni: se si fa un impianto inquinante in una zona gia’ inquinata bisogna fare 2 + 2, che non sempre in chimica fa 4.
Invece la Provincia ha escluso l’impianto dalla VIA basandosi solo sulla sua capacita’ di generare energia e, come dicevamo, questo criterio e’ stato definitivamente dichiarato illegittimo prima dal TAR e poi dal Consiglio di Stato con le sentenze n. 04729/2014; 04727/2014 e 04730/2014.
Ma c’e di piu’: infatti il buon Marconcini, non contento delle 44000 tonnellate/anno “autorizzate” dalla Provincia ha gia’ messo le mani avanti dicendo che molto probabilmente l’impianto non sara’ sufficiente e quindi sara’ necessario un ulteriore ampliamento fino a 88000 tonnellate/anno. E’ evidente che a maggior ragione se la VIA era necessaria per un impianto da 44000 lo era ancora di piu’ per uno grande il doppio. A questo punto e’ evidente la solita, trita, banale tattica di fare l’impianto “sotto soglia” all’ inizio per bypassare la VIA (che visto il contesto non sarebbe mai sfociata in un’ autorizzazione) e poi proporre un ampliamento, ancora senza VIA.
Peccato che la legge stabilisca che TUTTI gli impianti di quel tipo debbano espletare la VIA e che qualunque norma contraria va disapplicata.
Secondo problema: a Settembre dell’ anno scorso e’ stato firmato in Comune un contratto fra la Geofor e la BIOTEC, che sarebbe la ditta che dovrebbe costruire l’impianto che NON e’ ancora stato autorizzato e che qualora lo fosse, lo sara’ ABUSIVAMENTE. A questo punto viene naturale domandarsi cosa ci sia scritto in quel “contratto” e se la Biotec sia a conoscenza del fatto che l’autorizzazione rilasciata nel 2011 dalla Provincia e’ farlocca.
Biotec che dal canto suo non e’ certo nuova a problemi negli impianti che ha realizzato, che evidentemente per come sono concepiti si prestano ad utilizzi dannosi per l’ambiente e non conformi alla legge da parte delle aziende che le gestiscono: si veda per esempio quello che e’ successo a Cremona e Lodi.
Terzo problema: il gassificatore e’ un impianto a rischio di incidente rilevante, infatti produce un gas infiammabile e potenzialmente esplosivo, e per questo e’ soggetto alla direttiva 2012/18/UE (cosiddetta Seveso/ter) che introduce fra le altre novita’ l’effetto “domino”, che sarebbe la possibilita’ per un incidente di propagarsi ad impianti vicini. Anche questo aspetto non ci risulta sia stato considerato.
Dulcis in fundo il capitolo “puzzi”, ma puzzi veri, non quelli metaforici descritti finora: uno dei cavalli di battaglia di Marconcini e’ quello dell’ eliminazione delle maleodoranze, a sentir lui il nuovo gassificatore emettera’ solo Chanel n. 5.
Peccato che i precedenti anche qui gli diano torto e che non solo il puzzo della fermentazione dell’ organico si sommera’ a quello della discarica, la gioia degli abitanti di Gello, S. Lucia, Lavaiano e Latignano, ma i fanghi di risulta della fermentazione (il cosiddetto “digestato”) saranno molto probabilmente sparsi sui campi.
Resta da vedere quali, visto che ormai a Pontedera di campi ce ne sono rimasti pochi.
Sappiamo gia’ che Millozzi cerchera’ di spostare l’attenzione su altre questioni, ma quello che ci interessa e’ informare i cittadini che pagheranno questo ennesimo scempio con i loro soldi e con la loro salute, a meno che non decidano di reagire, e in questo caso troveranno da parte nostra tutto il supporto necessario.
Quell’ impianto oltre ad essere illegale e dannoso per la salute e le tasche dei cittadini e’ anche inutile: il compostaggio va fatto sul posto, senza ricorrere a ridicoli escamotages tecnologici fatti esclusivamente per prendere i soldi degli incentivi energetici, perche’ alla fine e’ di quello che si parla: il gassificatore NON STA IN PIEDI senza incentivi, e oltretutto ha una resa energetica ridicola quindi a meno che non si voglia ripetere il giochino della truffa al Gestore del Servizio Energetico questo impianto gravera’ ancora sulle tasche dei cittadini, privatizzando gli utili e socializzando i costi, nella migliore tradizione del Partito Degli Affari Loro.”

UNA FIRMA PER SALVARE LA COSTITUZIONE E IL TUO DIRITTO DI SCEGLIERE!

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Per salvare la Costituzione e fermare questa brutta riforma è necessario annullare la riforma voluta dal Governo Renzi.

Per salvare il nostro diritto di scelta: dobbiamo abrogare la legge elettorale “ITALICUM”!

Il MoVimento 5 Stelle è nelle piazze italiane con i banchetti per raccogliere le firme e abbiamo bisogno di tutti voi!

È importante partecipare per informarsi, perchè dalla maggioranza arrivano solo slogan superficiali.
La legge elettorale (ITALICUM) è talmente discutibile che è passata solo grazie al ricorso alla richiesta di fiducia da parte del Governo. Una mossa che ha come unico precedente l’approvazione della “Legge Acerbo” durante il Fascismo. Le motivazioni della contrarietà sono esplicati nei due quesiti da sottoscrivere:

per abolire il premio di maggioranza, un autentico doping dei risultati elettorali che consente a un partito che, al primo turno prenda una percentuale anche inferiore al 20 per cento dei voti, di essere maggioranza parlamentare con il ballottaggio;

per l’abrogazione dei capilista bloccati, vecchio vizio della politica di nominare i propri fedelissimi agli ordini delle segreterie dei partiti.

Infatti (e non per caso): nella nuova legge elettorale sono stati replicati i vizi del “porcellum”, nonostante la bocciatura da parte della Corte costituzionale!

Contemporaneamente stiamo raccogliendo le firme per il referendum confermativo della revisione costituzionale: scritta e votata solo dai partiti di governo!

Senza il voto dei cittadini la riforma non sarà valida!

Le  sottoscrizioni in Parlamento sono state raccolte e consegnate alla Corte di Cassazione, ma vogliamo che a pesare sul referendum siano le firme dei cittadini, non dei parlamentari!

C’è bisogno di tutti. Bisogna informarsi e informare.

Nel nostro comune, abbiamo già iniziato a raccogliere le firme: potete andare anche in comune presso l’ ufficio anagrafe e non esitate a contattarci per parlarne e per venire a firmare!

SABATO 22 MAGGIO SAREMO IN PIAZZA CURTATONE DALLE ORE 15,30 ALLE 19,30. VI ASPETTIAMO!!

 

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