REFERENDUM IL COMITATO DEL NO SCRIVE AI SINDACI

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Riceviamo e pubblichiamo:

10 agosto 2016

Alla c.a.   Sindaci dei Comune di:

Ponsacco –    Francesca Brogi

Bientina –       Corrado Guidi

Buti –              Alessio lari

Calcinaia –     Lucia Ciampi

Capannoli -  Arianna Cecchini

Lajatico –       Alessio Barbafieri

Casciana Terme Lari – Mirko Terreni

Palaia –           Marco Gherardini

Pontedera –   Simone Millozzi

Vicopisano – Juri Taglioli

Fauglia –        Carlo Carli

Santa Luce – Giamila Carli

 

Oggetto:  manifesto sindaci toscani per il Si al referendum costituzionale.

Come Comitato della Valdera per il NO alle modifiche costituzionali, esprimiamo  il nostro più vivo sconcerto rispetto alla posizione assunta da Lei, in qualità di  Primo cittadino,  sottoscrivendo il manifesto dei  Sindaci toscani per il Sì al referendum costituzionale, iniziativa ricordiamo  promossa da un Ministro della Repubblica.

Il nostro  sconcerto non deriva ovviamente dalle sue posizioni, ogni persona è libera  a livello individuale di avere le proprie idee ed esprimerle, anche sul referendum costituzionale. Altra cosa è farlo in qualità di Sindaco di una comunità. Utilizzare il proprio ruolo istituzionale per fini propagandistici e politici.

Lei  ha  un  ruolo pubblico che ricopre  in base al voto espresso  da migliaia di cittadini e cittadine, una comunità appunto,  in cui ci sono e ci saranno coloro che sono per il SI e altri per il NO alle modifiche costituzionali. Una cosa è assumere una posizione in qualità di iscritto del PD o libero cittadino, altra cosa è  prendere  una posizione chiaramente  di “parte”, in qualità di Primo Cittadino di una comunità che esprime  differenti  posizioni al suo interno.

La nostra  non vuole  essere una  lezione per nessuno,  ma la naturale considerazione che assumiamo come cittadini di fronte alle posizioni prese dal proprio Sindaco, che dovrebbe rappresentare la comunità nella sua interezza, e saper distinguere e tenere ben  separati  il  proprio  ruolo istituzionale rispetto  alle   posizioni personali e di partito.

Distinti saluti

p. Comitato per il NO

il coordinatore

Giancarlo Onor

 

 

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Strada di “Patchwork”

patchwork

 

Sulla cosidetta strada di patto, molto è stato detto e commentato… il Movimento 5 Stelle prima di esprimersi ha ritenuto corretto acquisire parte della documentazione progettuale agli atti.

Tale documentazione ha riguardato: le indagini svolte per capire le capacità portanti dei terreni su cui si è costruito, le valutazioni fatte per ipotizzare il traffico che la strada avrebbe attratto al suo completamento ed infine la progettazione del rilevato stradale (ovvero la composizione dei materiali posti sopra il terreno fino ad arrivare all’asfalto).

Il suddetto accesso agli atti non è stato sufficiente a fornire un quadro completo per arrivare ad attribuire le cause del dissesto perchè, oltre allo studio di tutta la documentazione disponibile, occorre effettuare indagini sul posto e sui materiali.

Sul piano progettuale sono molte le figure che, a vario titolo, hanno avuto incarichi progettuali: si va da progettisti interni all’amministrazione comunale, a docenti della facoltà di Ingegneria di Pisa.

Quello che possiamo dire a questo punto della nostra verifica è che la capacità del terreno di sostenere il rilevato stradale è una variabile del progetto molto importante, specie se si pensa che la Valdera come terreno “nasce” grazie alle alluvioni, da terreni argillosi scarsamente resistenti, per cui ci aspettavamo di trovare molte prove in grado di qualificare passo passo il terreno sui molti chilometri di sviluppo della strada.

Un altro aspetto importante nella progettazione stradale è la valutazione sul possibile traffico che la strada è in grado di attrarre ed in particolare la composizione del traffico, giacchè un mezzo pesante ha un impatto sulla strada ben diverso da un auto; di conseguenza, se si presumono molti camion sulla strada, occorre tenerne conto nella composizione degli strati che formano la strada.

Tale studio previsionale è stato sì svolto da docenti universitari, tuttavia osserviamo che è datato giugno 2001…

E sebbene nel suddetto studio si tenga conto della previsione urbanistica del costruendo PIP 3, la previsione di traffico è precedente ai successivi insediamenti del magazzino Pam ortofrutta, del magazzino Lidl, del corriere Artoni, del magazzino ricambi Piaggio e del centrocarni Coop.

Queste attività muovono notoriamente molteplici veicoli pesanti e dunque la loro presenza può aver falsato le previsioni (si pensi che un veicolo pesante ha un impatto sulla strada equivalente a 2,5 automobili!). Occorre tuttavia riconoscere che la progettazione degli asfalti ha considerato comunque coefficienti moltiplicativi per ovviare alla incertezza dei dati di traffico.

Riteniamo inoltre di dover spendere alcune parole sulla difesa più volte proposta dal Sindaco Millozzi, tesa a sottolineare il fatto che l’amministrazione comunale in questa vicenda sia parte lesa.

A nostro giudizio, visto l’ampio coinvolgimento dei tecnici comunali nei ruoli di progettista, responsabile unico del procedimento, direzione lavori, collaudo, dire che l’amministrazione sia parte lesa non è del tutto corretto: questo per il semplice motivo che detti tecnici, oltre che al giusto stipendio, si sono divisi un ulteriore compenso complessivo di € 118000,00 (tutto a termini di legge, ex art.18 e dunque a pieno titolo) dovuto proprio al fatto di assumersi delle responsabilità.

Il nostro augurio è pertanto che la strada venga presto riaperta nella completa funzionalità e che l’amministrazione comunale possa indagare, anche al proprio interno, per accertare tutti i responsabili di questo disastro.

Già altre volte avevamo avuto dubbi sulla bontà delle cosiddette “Opere Elettorali” e anche questa ci sembra faccia il paio con la Biblioteca “G.Gronchi”, inaugurata in fretta e furia e alla quale c’è stato bisogno di “rimettere mano” più volte…

La strada di patto non è da meno….anzi, come si dice: “costi più te del Serchio ai Lucchesi”!

MoVimento 5 Stelle Pontedera

 

 

 

acqua_manifestazione_fermovideoAdn--400x300Riceviamo e pubblichiamo:

A.I.T. ovvero la democrazia che non c’è – Prende avvio la “resistenza” Comunicato Stampa.

A.I.T., OVVERO LA DEMOCRAZIA CHE NON C’È.

PRENDE AVVIO LA “RESISTENZA”.

Il 22/07, all’assemblea dell’Autorità Idrica Toscana, si decidevano le tariffe per alcuni gestori della Toscana (Nuove Acque, Gaia e Geal), e la Carta dei Servizi per tutti i gestori: il documento che regola i rapporti tra i cittadini-utenti e i signori dell’acqua nella nostra regione.

Come al solito, non tutti i 51 Sindaci componenti l’assemblea erano presenti e, quando si è arrivati all’atto finale, cioè il voto, passata ormai l’ora di pranzo, la sala si era svuotata. Rimasta solo una quindicina di Sindaci o loro delegati, solo una decina di loro ha alzato la mano per l’approvazione.

Quindi 10 Sindaci si sono arrogati il potere di decidere per 288 Sindaci toscani, su questioni importantissime per tutti i cittadini e la regione in toto. Come sempre, il potere nelle mani di pochi.

Eppure qualcosa è cambiato: mentre fino a poco tempo fa assistevamo ad un alzata di mano quasi unanime, stavolta un terzo dei presenti ha espresso dubbi e pareri contrari, nella fase finale.

Questo è l’effetto dei ballottaggi persi dal partito di maggioranza in Toscana, alle ultime amministrative. L’ingresso in AIT dei Comuni passati al governo di liste civiche di destra a Montevarchi e a Grosseto, di quelli passati alla sinistra-non PD a Sesto Fiorentino e a Sansepolcro, insieme alla permanenza di Livorno con un Sindaco del M5S stanno cambiando l’aria che tira nell’assemblea AIT. Mentre, prono al potere, il delegato del neo Sindaco di centro-destra di Arezzo.

Particolarmente agguerrite le donne, assessore di Grosseto e di Montevarchi, a ribadire che l’acqua è di genere femminile. Ma anche il fronte dei Sindaci del partito di maggioranza comincia a mostrare incrinature, e riguardo all’aumento delle tariffe e degli utili dei gestori scarica la colpa sull’Autorità nazionale. Ma chi esprime il governo e quindi l’autorità nazionale?

Cari Sindaci, di chi è la colpa degli investimenti mai realizzati e riproposti di piano d’ambito in piano d’ambito? Non eravate voi a dover controllare? E anche oggi avete autorizzato lo scarico fuori fognatura negli agglomerati sopra 2000 abitanti, scarichi per cui i vostri cittadini pagheranno multe alla Comunità Europea, per colpa di investimenti non eseguiti dai gestori.

A proposito poi di Carta di qualità del servizio idrico integrato, la prima qualità non dovrebbe essere quella dell’acqua, oltre alla giusta spesa e alla salvaguardia della risorsa? Ma come si può affermare che il sistema è efficiente se l’ARPAT segnala un peggioramento progressivo della qualità delle nostre acque, sia quelle superficiali che di falda, come quelle del mare; mentre reti colabrodo perdono per strada metà della risorsa…

Nella Carta si stabiliscono i minuti per rispondere al telefono nel caso di segnalazione guasti, e poi si fanno passare mesi per la riparazione ordinaria: interventi rapidi sono previsti esclusivamente in caso di pericolo.

Al momento però, solo la Conferenza Territoriale Costa (con presenza dei Sindaci di Livorno, Volterra e Suvereto) ha proposto la modifica della Carta dei Servizi, tenendo conto delle osservazioni proposte dal Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua.

Ci auguriamo che il primo nucleo di dissidenti cresca nel tempo e nell’assemblea AIT si cominci davvero a considerare l’acqua non una merce per fare profitto ma un bene comune indispensabile per la vita.

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Per maggiore chiarezza specifichiamo alcune cose per i nostri lettori: Prima di andare a votare la Carta Dei Servizi come viene proposta dal direttore dell’AIT (Autorità Idrica Toscana) i sindaci che compongono l’assemblea hanno facoltà di esprimere delle “Osservazioni” in merito, affinché il testo di tale carta venga migliorato.

Di seguito pubblichiamo le “Osservazioni” che il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua ha suggerito ai sindaci dell’assemblea AIT.  (puoi anche leggerle o scaricarle in PDF cliccando qui)

 

Premesso che la Carta dei servizi è il documento fondamentale che stabilisce i rapporti tra gestori e utenti, e considerando che i primi esercitano la loro attività in regime di monopolio, occorre che tale carta evidenzi i principi e gli aspetti fondamentali del rapporto, che non possono essere demandati ai Regolamenti

PRINCIPI FONDAMENTALI DA INSERIRE NELLA CARTA DEI SERVIZI

  1. riconoscimento dell’acqua come bene indispensabile alla vita, e dell’accesso alla risorsa come diritto umano universale, da garantire a tutte le persone, a prescindere dalle condizioni economiche e sociali

  2. riaffermare il principio che chi inquina paga

  3. accoglimento della legge del 28 dicembre 2015 n.221 art 61, per garantire a TUTTI il minimo vitale di 50 litri al giorno pro capite.

  4. tariffe calcolate tenendo conto dei componenti del nucleo familiare e non con l’esclusivo riferimento alla singola utenza

  5. Premesso che l’AEEGSI non obbliga ad introdurre il Deposito Cauzionale, questo deve essere di un importo corrispondente alla morosità complessiva annuale riscontrata dai gestori, altrimenti va solo a costituire un fondo cassa per il gestore.

  6. le perdite occulte, cioè un consumo superiore a quello storico, devono essere fatturate non superando il costo che il gestore sostiene per l’acquisto dell’acqua, quindi a cifre molto basse e vicine allo zero. Naturalmente in caso di perdite vanno escluse dall’addebito le quote per prestazioni non rese, come fognatura depurazione

  7. Sostenere la necessità della comunicazione ai Comuni dei nominativi dei morosi incolpevoli

STANDARD QUALITA’:

Nella sezione standard qualità del servizio idrico integrato va inserito l’impegno del gestore a garantire acqua di qualità.

Le analisi effettuate dai gestori, e pubblicate sul sito, devono essere aggiornate mensilmente, e i parametri pubblicati devono essere quelli di verifica previsti dal decreto ministeriale 31/2001

ALTRI ASPETTI

ALLACCIAMENTI E INTERVENTI DI RIPARAZIONE: nella carta dei servizi si esplicitano solo i tempi, mentre il problema principale da parte degli utenti è rappresentato dagli importi che vengono richiesti dai gestori. Gli importi dei vari interventi sono palesemente sovradimensionati, tanto da determinare un guadagno da parte dei gestori. Occorre andare ad una definizione dei costi standard.

Diventa indispensabile disciplinare anche le regole di tutti i gestori: ad esempio, per l’allaccio alla pubblica fognatura, Acquedotto del Fiora e Nuove Acque prevedono allaccio diretto alla fognatura, mentre per Publiacqua vige l’obbligo della bicamerale. FATTURAZIONE – PERIODICITA’ E CONGUAGLI: come é stato stabilito il numero minimo di fatture annue occorre stabilire anche il numero massimo, per evitare un invio eccessivo di bollette, con aggravio di costi per gli utenti.

Devono essere previsti i conguagli tariffari annuali perché il complesso della normativa che disciplina il servizio idrico prevede che si applichino gli scaglioni di consumo su base annua

MISURAZIONE CONTATORE: disciplinare come farlo. Normalmente l’addetto fa scorrere di continuo un certo quantitativo di acqua, mentre in casa l’utilizzo è discontinuo. La misurazione deve simulare quanto avviene usualmente.

CONTINUITA’ SERVIZIO – TEMPI DI PREAVVISO E INTERRUZIONI: se la causa di non potabilità dell’acqua ha origine chimica e non microbiologica, anche nel caso non vi sia interruzione del flusso, non bastano i litri di erogazione previsti con l’autobotte. In caso di crisi qualitativa, il consumo di acqua non potabile non deve essere addebitato in fattura.

In caso poi di conclamata torbidità, anche se tale parametro si dice che non infici la potabilità, l’acqua non deve essere ritenuta potabile.

GUASTI ORDINARI: prevedere dei tempi massimi di riparazione della rete idrica, anche per le rotture che non comportino pericolo o interruzione del servizio

RIMBORSI E INDENNIZZI ALL’UTENTE: qualsiasi rimborso in favore dell’utente dovrà essere versato direttamente nella fattura successiva al momento del sorgere del diritto, specificando espressamente la motivazione e i dettagli del calcolo che ne determinano l’ammontare.

Vanno previsti indennizzi nel caso che la pessima qualità dell’acqua provochi danni agli elettrodomestici, e nel caso che le cause di interruzione del servizio, o la scarsa pressione, siano dovute a rotture in rete, segnalate da tempo e mai riparate.

Nel caso un servizio sia dato in concessione, come previsto dalla carta, il mancato rispetto degli standard deve essere indennizzato dal gestore che avrà poi modo di rivalersi con il concessionario.

OSSERVAZIONI SPECIFICHE PER CARTA SERVIZI GAIA

Occorre valutare il perenne disservizio che gli utenti a “lente tarata” del Gestore Gaia spa stanno subendo, essendo costretti a pagare un minimo imposto e fatturato, in assenza di contatori, con pressione insufficiente, obbligo di mantenimento serbatoio di accumulo, impianto di autoclave, consumo elettrico e relativi costi di manutenzione che non sono tra l’altro di poco conto.

Durata della autocertificazione per l’agevolazione famiglie numerose: minimo 5 anni di validità.

Obbligo di preventiva comunicazione tramite sms o lettera o equipollente, da parte di Gaia ai cittadini che hanno presentato l’ISEE, prima della sua scadenza, con preavviso di presentazione di nuovo ISEE per l’anno successivo.

Lettura bimestrale per le persone anziane e i disabili.

per il Forum Toscano Movimenti per l’Acqua

Gianfranco Morini

Rossella Michelotti

“ERRATA CORRIGE”

In data 13 aprile 2016, è stato pubblicato sul Blog “Pontedera 5 Stelle” l’articolo dal titolo “Chi finanzia il partito delle lobbies?” e, in data 20 aprile 2016, lo stesso identico testo è stato distribuito anche per tramite del giornalino autoprodotto “L’Opposizione di Pontedera”, con il titolo “Il Partito dei Lobbisti”.

A seguito della richiesta di rettifica inviata dal Sig. Andrea Buzzoni, in proprio e quale legale rappresentante delle società Aurapetroli s.r.l. ed Esedra s.r.l. (c.d. “Gruppo Buzzoni”), svolte le opportune verifiche, abbiamo provveduto all’immediata eliminazione dal Blog dell’articolo suddetto perché contenente affermazioni su presunte contiguità politiche e ipotizzati finanziamenti a partiti politici non rispondenti al vero e assolutamente non riguardanti il Sig. Andrea Buzzoni e le società dallo stesso amministrate.

La presente nota viene pubblicata anche sul giornalino autoprodotto, dopo aver già provveduto al ritiro del numero contenente l’articolo sopra citato.

Riteniamo, altresì, doveroso rivolgere le nostre scuse al Sig. Buzzoni e alle sue società per lo spiacevole episodio, a seguito del quale il Movimento 5 Stelle Pontedera assume l’impegno di vigilare ancor più attentamente perché questi fatti non si ripetano in futuro.

I Consiglieri Comunali

Andrea Paolucci

Fabiola Toncelli

POCO DEMOCRATICI

CracPD

 

Preso atto che il PD cittadino continua con le illazioni nei nostri confronti, fuori e dentro al consiglio, dandoci la sensazione di essere in chiara confusione, vorremmo  chiarire alcuni punti sulle recenti polemiche.

In merito agli alloggi a S. Lucia, centro della controversia con il segretario Tognetti e PD, facciamo presente a questi ultimi, che nel  programma del movimento di Pontedera la ristrutturazione o il completamento,  anche dei vari edifici pericolanti o incompiuti che abbelliscono la nostra città, è alternativo al consumo di suolo per  costruire nuovi edifici, alla luce anche del mercato immobiliare da anni inflazionato, senza bisogno di espedienti tecnici per poter costruire.

Chiariamo anche al  segretario Tognetti che l’astensione non è un voto favorevole, inoltre i consiglieri di opposizione  in democrazia non dovrebbero  rendere conto al partito di governo della loro attività in consiglio e  in special modo i cittadini portavoce, anche se al PD può sembrare strano render conto solo ai cittadini.

Per il Tognetti e il suo partito, il ruolo dell’opposizione in consiglio è quello di plaudenti auditori dei comizi del sindaco Millozzi, spesso volutamente poco attinenti a questioni locali, oppure mesti certificatori delle mirabolanti iniziative  del governo cittadino, originali ma evidentemente inefficaci, cassando con l’accusa del copia e incolla esperienze magari testate  e funzionali, adattabili alla nostra realtà e in generale qualsiasi cosa non possa ricevere la “bandierina” dell’amministrazione.

E mentre Tognetti e PD da anni amministrano Pontedera e pensano alle “cose importanti”, strade nuove sprofondano, biblioteche elettorali sono in manutenzione continua, il decoro urbano è sempre più scarso , alcuni quartieri oltre al degrado hanno anche qualche problemino di sicurezza  e altre facezie di varia natura.

In conclusione Tognetti se lei, e il suo partito (sedicente) democratico, avete qualche frustrazione post elettorale e temete di fare la fine dei nostri vicini cascinesi , invece di fare becere e sterili polemiche con noi “duri e puri”, pensate a come amministrare meglio la città.

Stia sereno Tognetti c’è ancora tempo alle elezioni.

MoVimento 5 Stelle Pontedera

Sarebbe ora che i lavoratori riprendessero il controllo sulle trattative.

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa:download

Nell’incontro del 5 luglio si discuterà ancora e solo di quello che interessa la Piaggio, ovvero del contratto di Solidarietà che da alcuni anni l’azienda ha scelto come la modalità migliore per gestire a proprio piacimento l’orario di lavoro, mettendo a casa i lavoratori secondo convenienza, usando i nostri soldi dell’INPS, e discriminando quelli con i maggiori problemi fisici o i più attivi sindacalmente.
Sono chiari a tutti i problemi che i lavoratori hanno in fabbrica , ma ci sono due modi ben diversi per affrontarli:
- Sottoscrivere con la Piaggio che la crisi di vendite si combatte usando tutti i mezzi a disposizione per incrementare la produttività e ridurre i costi: aumento dei ritmi, straordinario d’estate nei reparti in cui serve, niente investimenti su sicurezza e condizioni di lavoro, libertà di gestione dell’orario di lavoro e riduzione del monte salari attraverso la solidarietà, la CIG, uso dei Par e delle ferie e infine rinvio a data da destinarsi del premio aziendale (solo quest’ultimo, negli ultimi 4 anni, ha significato un guadagno per la Piaggio di almeno 15 milioni di euro, tolti dalle tasche dei lavoratori e finite in quelle di Colaninno e soci) . Significa così mantenere i lavoratori in una situazione di ricatto permanente, fargli credere che la Piaggio potrebbe altrimenti aumentare la produzione all’estero e che quindi bisogna accontentarsi di conservare il posto di lavoro; significa in definitiva mantenere i lavoratori in una condizione di minorità rispetto all’azienda.
- Oppure avere chiaro che la crisi degli ultimi anni è un problema di mercato che ha ben altre ragioni che la mancanza di produttività o gli alti costi del lavoro. Ed infatti tutto ciò che è stato fatto in questi anni non ha cambiato di una virgola i problemi di vendita, ma ha solo permesso all’azienda di scaricare completamente sui lavoratori i costi della crisi, riuscendo a mantenere costante il rapporto tra profitti e fatturato attraverso: la riduzione dell’occupazione, le forti perdite salariali tra premio non incassato, solidarietà e CIG, l’aumento dei ritmi e le conseguenti malattie professionali, nessun investimento sulle condizioni ambientali invivibili in diversi reparti soprattutto d’estate, ecc… . L’attuale situazione per i lavoratori è perciò principalmente il risultato di sindacati e maggioranza RSU subalterna all’azienda da sempre, che si limitano a chiedere l’elemosina; è il risultato di una pratica sindacale che ha come unico obiettivo quello di spegnere sul nascere ogni iniziativa tesa a rivendicare reali cambiamenti a partire dalle esigenze dei lavoratori, annacquando gli obiettivi e gettando sfiducia sulle possibilità di contrasto alla Piaggio. Si tratta perciò di rovesciare questo modo di fare sindacato, di sostenere ed estendere quelle iniziative di contrasto all’azienda che in tutti questi anni tanti lavoratori hanno dimostrato di saper e poter fare, promosse da quei delegati che si battono per cercare di ristabilire, in questa azienda, rapporti sindacali normali e trattative vere che affrontino i problemi dei lavoratori. Una RSU che si rispetti dovrebbe pretendere di discutere, prima dei fermi produttivi, del premio, delle lavorazioni che devono essere fatte a Pontedera, e di riconoscere l’apertura di una trattativa su l’integrativo.
L’azienda ha chiaro tutto questo e ha partecipato attivamente all’elezione della RSU , favorendo in modo smodato i sindacati e i delegati fedeli che sono riusciti ad ottenere la maggioranza
Per l’azienda era decisivo che FIM e UILM ottenessero la maggioranza della RSU, in modo che continuassero ad avere il potere di firma sugli accordi che sono poi vincolanti per tutti i lavoratori. C’era anche questo in ballo alle ultime elezioni ma purtroppo molti lavoratori non l’ hanno capito.
Il 5 luglio la Piaggio si avvia ancora una volta all’incasso.

RSU FIOM

 

Il Comune del “popolo sottano”

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Il Movimento 5 Stelle Pontedera non può esimersi dall’esternare profondo sdegno per quanto sta accadendo nel comune di Vicopisano, gestito come fosse Cosa Nostra da una giunta PD/SEL che di democratico non ha più nemmeno la parvenza.
Il pentastellato Paolo Landi sta conducendo una strenua opposizione: consapevole, tenace e senza esclusione di colpi. Questo è intollerabile per chi è abituato ad amministrare la cosa pubblica come fosse l’azienda di famiglia, col plus che comunque vada…paga Pantalone.
Ecco che l’opposizione, soprattutto se è vera, diventa scomoda, un’insidiosa spina nel fianco di cui doversi liberare in fretta. Intimidire, censurare, annichilire l’opposizione fino a renderla invisibile, pare essere lo scopo del sindaco Taglioli ed il “suo” piccolo borgo somiglia sempre più ad un teatro, dove ad andare in scena sono le prove di regime.
Viene impedito alla minoranza di scrivere sul periodico comunale pagato con i soldi dei cittadini: TUTTI! Negata anche l’utilizzazione dei canali istituzionali come il sito web per fare informazione; vietato ai cittadini di registrare o riprendere le sedute del consiglio comunale (come se si trattassero fatti dei quali il popolo sottano non solo non dovrebbe interessarsi ma neanche sospettare); drastica riduzione dei tempi di intervento durante le sedute del consiglio: fin troppo scontato, contingentare i tempi al fine di limitare i danni. Dulcis in fundo, è stata approvata una delibera la quale, travalicando il regolamento comunale, impedisce al Movimento di fare banchetti informativi durante le feste paesane, dettando inoltre come, dove e quando poter stare tra la gente a fare informazione politica.
Un oscurantismo che evoca inquietanti reminiscenze, di fronte al quale non soltanto tutte le forze politiche che si riconoscono nei dettami costituzionali del popolo sovrano, di tutela delle minoranze e della libertà di informazione dovrebbero insorgere ma dovrebbe scuotere le menti e le coscienze della società civile che crede ancora nella democrazia. Invitiamo il sindaco Taglioli a scusarsi con i cittadini che non sono soltanto i suoi elettori pur meritando lo stesso rispetto, a riflettere e, se ci riesce, a provare un po’ di vergogna per la bassezza con la quale interpreta un ruolo che meriterebbe ben altra condotta. Esprimiamo tutta la nostra stima e vicinanza a Paolo Landi al quale auguriamo di continuare così, incarnando perfettamente lo spirito del M5S che egregiamente rappresenta.

FABIOLA TONCELLI

Consigliere Comunale M5S Pontedera

La sostenibile (in)coerenza del M5S

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Sconcertante che il Partito Democratico durante l’ultimo consiglio comunale, nella persona del consigliere Braccini si permetta di dare dell’incoerente al nostro consigliere Andrea Paolucci. Probabilmente le ultime batoste elettorali hanno reso i piddini molto nervosi, al punto di non sapere nemmeno quello che stanno votando e di venire in consiglio comunale con lo stesso spirito da curva nord con il quale si va allo stadio. Veniamo al merito della questione: saremmo incoerenti perché abbiamo votato contro il punto 1 dell’ ordine del giorno,  che prevede la realizzazione a Santa Lucia di 65 alloggi in zona I.3  cioè zona che ha una pericolosità idraulica elevata dal punto di vista idrogeologico, praticamente si vogliono costruire altre case in un comune che ha oltre il 20% di case sfitte ed invendute, e si vogliono costruire in una zona a rischio. Chi è incoerente noi o loro?

Al punto 2 ci siamo astenuti perché con la scusa della perequazione dei volumi si vuole consumare ancora suolo per costruire altri immobili e fare speculazione (anche se nel Comune di Ponsacco)

Al punto 3 abbiamo dato voto favorevole perché un privato cittadino voleva semplicemente  riclassificare un vecchio fabbricato per poterlo ristrutturare e adibirlo a propria abitazione, senza fare nessuna speculazione edilizia. E’ tanto strano che votiamo a favore dove non vediamo speculazione, noi non siamo il partito delle lobby ma dei cittadini questo forse il PD non lo ha chiaro.

E’ sconcertante il fatto che sia stato addirittura sospeso il consiglio comunale per  scrivere un emendamento ad una  nostra mozione identica alla loro. La mozione in questione è stata da noi presentata perché ci siamo resi conto di un vulnus nel regolamento comunale il quale, contrariamente a quanto previsto nello statuto, non consente ai cittadini di presentare petizioni. In pratica li avevamo beccati con le mani nella marmellata e loro pur di non ammettere l’errore hanno presentato una contro mozione la cui premessa era un ridondante, stucchevole e poco veritiero elogio dell’ operato dell’amministrazione sulle Consulte di Quartiere (classico esempio di “cavolo a merenda”). I nostri consiglieri si sono rifiutati ovviamente di ritirare la nostra mozione e come credete che sia andata a finire? La nostra è stata bocciata ed è passata la loro.

Ogni volta che il M5 Stelle presenta una mozione, la maggioranza presenta la sua bella contro mozione che altro non è che un “copia incolla” della nostra con una piccola modifica, per poi dire che dobbiamo votare la loro e ritirare la nostra perché in ogni caso vogliamo solo mettere la bandierina o fare strumentalizzazioni politiche. Si è voluto mettere in dubbio la bontà della nostra proposta sul fatto di dotare il nostro comune, in punti strategici, di defibrillatori e che con questa proposta vogliamo fare politica sulla pelle dei cittadini quando nella loro contromozione tali acquisti sono subordinati a mere questioni di bilancio; nella nostra mozione si chiedeva al Sindaco di impegnarsi in merito e NON di distribuire i defibrillatori donati alla comunità dalla riduzione di stipendio dei nostri consiglieri regionali!!!! L’esatto opposto di quanto contestatoci in consiglio.

Altrettanto sconcertante e’  lo sfogo del sindaco Millozzi, che giorni fa dopo la batosta delle amministrative, sui media ha fatto un po’ di sana autocritica dichiarando che il Pd deve tornare ad essere un soggetto culturale e politico con umiltà e molta meno arroganza.  Parole sante, ma mai applicate, specialmente in questo ultimo consiglio comunale.

MoVimento 5 Stelle Pontedera

 

DEJA-VU

NO BIOGAS

 

Riceviamo da Comitato NO BIOGAS e pubblichiamo:

A volte pare che il tempo si sia fermato, oppure sembra di tornare indietro di anni. Peccato che poi uno si guarda allo specchio e scopre “comè difficile restare padre quando i figli crescono e le mamme imbiancano”.
Oggi è’ una di quelle volte. A riportare indietro le lancette dell’ orologio sono le dichiarazioni di Paolo Marconcini, ex sindaco di Pontedera e attuale Presidente di Geofor SpA nonchè membro del CDA di Electrawind Srl, la società delle pale eoliche.
Le sue dichiarazioni sembrano un deja-vu di 6 anni fa, quando usò il falso bersaglio della costruzione di un inceneritore per ampliare la discarica. Poi l’inceneritore non fu fatto, ma la discarica fu ampliata. Poi e’ arrivata l’Ecoacciai, poi è arrivato l’impianto di selezione della REVET, poi è arrivato l’impianto per la produzione dei gessi di defecazione, e ora ci vogliono mettere pure un bel gassificatore.
Marconcini dice che la Valutazione d’Impatto ambientale verrà fatta insieme all’ Autorizzazione Integrata Ambientale, dimostrando con questo di non conoscere nè la legge nè il buon senso: la Valutazione d’impatto Ambientale (VIA) e’ una VALUTAZIONE (appunto) preventiva, espressa e motivata, da acquisire PRIMA dell’ autorizzazione finale alla realizzazione di un singolo progetto ed ha come obiettivo la preventiva individuazione degli effetti sull’ ambiente e non mira semplicemente (come l’ AIA) alla riduzione degli impatti inquinanti.
Infatti la VIA si basa su uno Studio d’Impatto Ambientale (che NON è stato presentato) che “individua, descrive e valuta gli effetti negativi diretti e indiretti del progetto sull’ uomo, fauna e flora, matrici ambientali, sulla loro interazione, sui beni materiali e sul patrimonio culturale e contiene la descrizione del progetto, delle principali alternative, delle componenti ambientali soggette a impatto, del cumulo con altri impianti già esistenti e delle misure attivabili per evitare, ridurre o compensare eventuali danni, come ad esempio l’effetto domino che si potrebbe creare nel caso all’ interno del gassificatore (che produce un gas sporco contenente una parte di metano quindi esplosivo) ci fosse un’esplosione, e questa esplosione si propagasse agli edifici e agli impianti vicini, come ad esempio a quello della REVET, che tratta plastica, e la plastica è infiammabile.
La Direttiva Seveso Ter parla chiaro in merito, peccato che Marconcini pare non averla letta.
Altro strafalcione e’ dire che il gassificatore sarebbe “la modifica non sostanziale di un impianto esistente”. Peccato che anche qui il Codice ambientale (e anche la giurisprudenza) dicano diversamente: un raddoppio di capacità, ma anche un incremento delle emissioni di un ordine di grandezza E’ una modifica sostanziale.
Il vecchio impianto di compostaggio NON produce molti degli inquinanti caratteristici delle centrali a biogas come quella che si vuole costruire (notare sempre il prefisso “bio” o “eco” o “green” tutte le volte che ci vogliono dare una fregatura). Quindi la VIA VA FATTA, che a Marconcini piaccia o no.
Forse lui non la vuole perchè sa che un impianto come quello in un contesto simile non sarebbe mai autorizzato, o forse in realtà’ il suo obiettivo e’ un altro e il gassificatore è’ solo uno specchietto per le allodole, ma non potendo saperlo ad oggi dobbiamo riprendere le armi dello studio e della legge e ricominciare a dare battaglia.
Per questo Martedi 21 alle ore 21,30 presso il Poliedro ci sarà un incontro pubblico di presentazione del comitato NO BIOGAS, al quale presenzieranno i consiglieri regionali Giacomo Giannarelli, Irene Galletti ed Enrico Cantone, durante il quale saranno affrontate le criticità dell’ impianto, saranno illustrate alcune delle alternative disponibili e decideremo insieme ai cittadini che vorranno intervenire ed impegnarsi con noi le strategie da mettere in campo.
Vi aspettiamo!

COMITATO NO BIOGAS

 

 

SALVAGUARDIAMO LA NOSTRA TERRA!!!!

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Informiamo che il nostro Meet-Up Pontedera 5 stelle  sarà presente con il proprio gazebo all’evento di esposizione e convegno per la rivincita della produzione agro-alimentare di qualità delle colline toscane. Oltre a noi saranno presenti i vari meet up del territorio:

  • Castelfranco di Sotto
  • Santa Croce S/A
  • Montopoli
  • San Miniato
  • Calcinaia
  • Vicopisano
  • Buti
  • Casciana Terme – Lari
  • Ponsacco
  • Cecina
  • Rosignano

 

Inoltre saranno presenti anche i seguenti gazebo:

  • Sportello anti-equitalia Toscana
  • Sportello del Microcredito Toscana
  • Raccolta firme per referendum costituzionale e contro l’Italicum.

Invitiamo i cittadini ad approfittare della presenza sul territorio di questi punti e  di partecipare numerosi.

 

Scarica la locandina

 

 

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